Leo Gullotta, ‘c’è un racconto politico che fa scoppiare nell’ignoranza la violenza e l’omofobia’

L’attore è tornato a parlare di omosessualità su Radio 2, criticando la classe politica attuale per l’omofobia alimentata.

73enne celebre volto della tv, del teatro e del cinema italiano, Leo Gullotta, vincitore di 3 David e 4 Nastri d’Argento nel corso della propria carriera, è tornato a parlare di omosessualità dai microfoni di Rai Radio 2, ospite della trasmissione I Lunatici.

Un coming out, il suo, diventato realtà quando nello show business italico era più ‘semplice’ nascondersi, tacere, mentire.

“Quando me lo hanno chiesto, io ho risposto. Un giornalista mi chiese se ero omosessuale e io ho risposto ‘sì, perché? Mi dica’. Tutto qui. Poi ho partecipato ad alcune trasmissioni televisive, ma solo per far arrivare a tantissimi ragazzi nelle province un messaggio”.

L’ex volto del Bagaglino ha poi rimarcato come non ci sia “niente di cui doversi vergognare”, nell’essere omosessuali, perché “non c’è niente di malato. Quando leggo di genitori che disconoscono i figli, penso che questa sia pura ignoranza. Magari si hanno come vicini di casa dei mafiosi, dei delinquenti, dei truffatori, di loro non ci si vergogna”.

Impossibile non soffermarsi sull’attuale politica italiana, che a suo dire ha “voluto creare da qualche anno il nemico a tutti i costi. Prima era il terrone, poi l’emigrato, poi l’omosessuale. C’è questo racconto politico che fa scoppiare nell’ignoranza la violenza e l’omofobia“. Impossibile, purtroppo, dargli torto.