Lettera della Senatrice Repetti alla comunità LGBT italiana

Manuela Repetti, senatrice di ALA, si dice delusa dallo stralcio della stepchild ma….

Manuela Repetti è una parlamentare di ALA (i cosiddetti “verdiniani”), balzata alle cronache settimane fa per il suo bellissimo intervento in Senato a sostegno delle unioni civili e della stepchild adoption che trovate sotto e che le guadagnò molta stima, tanto da ricevere centinaia e centinaia di lettere di ringraziamento da parte di gay e lesbiche di tutta Italia. E’ anche compagna di Sandro Bondi, con cui condivide anche il gruppo parlamentare in Senato, e che fece anche lui un apprezzatissimo intervento sul ddl Cirinnà. Ci ha consegnato una lettera indirizzata alla comunità LGBT italiana che volentieri pubblichiamo.

L’intervento di oggi della senatrice Manuela Repetti (ALA)
Uno dei più belli interventi di stamani: la senatrice Manuela Repetti, che aderisce ad ALA, il gruppo dei verdiniani.#applausi(si ringrazia Radio Radicale per il supporto)

Pubblicato da Gay.it su Mercoledì 3 febbraio 2016

Care amiche, cari amici,

non posso negare che anch’io sono rimasta un po’ delusa per come sono andate le cose riguardo alla legge Cirinnà. Mi ero illusa che finalmente l’Italia potesse riconoscere i diritti alle coppie gay garantendo loro a pieno lo status di famiglia, inclusa la possibilità di adottare il figlio naturale del proprio partner. Dal mio punto di vista si trattava già di un compromesso e non di un azzardo. Purtroppo però, occorre fare i conti con i numeri, con la maggioranza del Parlamento che molte volte non rispecchia la maggioranza del paese. Penso infatti che il paese avesse da tempo maturato la convinzione che si dovesse porre fine alle discriminazioni di natura sessuale e che avesse superato quei tabù legati al modello famigliare che il nostro retaggio culturale e la religione ci hanno imposto da secoli. Anche se, come sappiamo, un’accurata disinformazione fatta dai partiti più conservatori ha creato molta confusione alla gente. Ciò nonostante, se coloro che si erano pronunciati a favore della legge Cirinnà fossero stati coerenti e non avessero anteposto i giochi politici al principio sacrosanto di tutelare i diritti delle persone, la legge probabilmente sarebbe già stata approvata. Ma così non è stato.

Detto questo, credo non si possa lasciare solo libero sfogo alle nostre, pur legittime, emozioni. In politica, ma anche nella nostra vita di tutti i giorni, in certi momenti occorre essere più che mai pragmatici, razionali. Dopo il dietrofront del M5S, la situazione era completamente cambiata. Votare le migliaia di emendamenti dell’opposizione, alcuni vere e proprie trappole, avrebbe significato un rischio enorme di stravolgimento in punti decisivi ed essenziali, su tutti gli articoli, non solo quello riguardante la stepchild. Oltre all’altro rischio concreto di rinviare la legge sine die. Un rischio che non ci si poteva permettere.

Il mio primo istinto mi avrebbe spinto a lottare fino all’ultimo, cosciente però che avrei rischiato di rovinare tutto, di buttare tutto all’aria. Per questo, il Presidente Renzi ha deciso, dopo una sofferta riflessione, di salvaguardare l’impianto della legge, sacrificando la parte sulla stepchild. E credo sia stata una decisione saggia in questo delicatissimo contesto. Dobbiamo dirlo: è un passaggio storico, epocale. Una decisione che permetterà a tante coppie di poter essere riconosciute come vere famiglie con diritti e doveri annessi. In fondo la stepchild, di fatto, anche se non formalmente, è già un diritto. La mole di sentenze che hanno riconosciuto la stepchild adoption in molte coppie gay, è giurisprudenza che non può essere ignorata.

Dunque possiamo e dobbiamo dire che, anche con lo stralcio dell’articolo sulle adozioni, abbiamo vinto un’importante, fondamentale battaglia che ci riporta finalmente nell’alveo dei paesi più democratici e civili. Questo lo dobbiamo tenere bene a mente per avere la giusta e consapevole forza per proseguire il cammino per tutelare tutti i nostri bambini, nessuno escluso. Sono certa che questa sia solo la prima battaglia vinta, la più importante, che aprirà le porte ad una doverosa e piena uguaglianza dei diritti.

Un caro affettuoso saluto a tutti ringraziandovi dell’affetto e del sostegno che ho ricevuto e che mi ha davvero commossa.

Manuela

di Manuela Repetti

3 commenti su “Lettera della Senatrice Repetti alla comunità LGBT italiana

  1. On. Repetti, le sue parole e le parole del suo compagno sui diritti delle persone lgbt sono ammirevoli a dir poco. Tuttavia, lei è un membro del parlamento da 8 anni di cui almeno 4 in maggioranza, il suo compagno è parlamentare da 22 anni, più della metà in maggioranza. Io non ricordo una vostra battaglia (felice di sbagliarmi…) in anni meno sospetti e quando avevate posizioni politicamente più “privilegiate”; il suo compagno è stato fido braccio destro di una persona che definire potente è eufemistico. Perchè giungete solo ora, quando parrebbe tardi?

  2. Apprezzo molto le parole della Senatrice, dal mio punto di vista non perdonerò mai al M5S lo stupido giochetto fatto solo per far dispetto al PD e che ci è costato i diritti di tante famiglie che hanno un bambino e che attendevano con speranza l’approvazione della “stepchild adoption”, ad ogni modo sì, è già una vittoria per i nostri diritti ma non ci accontenteremo 😉

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