Lettonia: Corte stabilisce che è illegale vietare i Gay Pride

Ribaltata in appello la decisione che dichiarava legittima la messa al bando della marcia per uguaglianza e diritti per “motivi di sicurezza”.

RIGA – Il Tribunale Amministrativo Regionale di Riga, la capitale della Lettonia, ha stabilito che la decisione del consiglio comunale dello scorso anno di vietare il Gay Pride era illegale. Nel 2006 le autorità cittadine avevano deciso di non autorizzare lo svolgimento del Gay Pride adducendo “motivi di sicurezza”, un’azione che aveva causato anche l’intervento del Consiglio d’Europa.

Mozaika, l’associazione GLBT (gay, lesbica, bisessuale e transgender) che stava organizzando l’evento, era ricorsa a vie legali ma il Tribunale distrettuale aveva emesso una sentenza a favore del comune. Il ricorso in appello ha ribaltato la sentenza di primo grado e risollevato enormemente il morale sia della comunità GLBT locale sia di tutti coloro che hanno a cuore le libertà civili e l’uguaglianza tra cittadini.

Kristine Garina, la Presidente di Mozaika, commenta che «La decisione della Corte del 12 aprile dimostra che le libertà di espressione e d’assemblea esistono anche in Lettonia e che il diritto della comunità GLBT di organizzare una marcia è stato considerato più importante del desiderio di alcuni di spingere una certa comunità al di fuori dell’arena pubblica con metodi intimidatori e violenti. Questa decisione – ha concluso Garina – è in linea con gli standard europei sui diritti civili e con la stessa Costituzione lettone.»

Nelle motivazioni della sentenza è spiegato che le autorità cittadine non hanno mostrato prove di alcun loro impegno di trovare soluzione che permettesse comunque il libero svolgimento della manifestazione, come suggerire percorsi alternativi oppure considerare quali tipo di risorse sarebbero state necessarie per assicurare l’incolumità dei partecipanti (minacciati già in anticipo da movimenti omofobi di estrema destra e di fanatici religiosi). Sbagliato, dunque, pensare di risolvere il problema impedendo la marcia piuttosto che far sì che gli eventuali aggressori fossero messi nell’impossibilità di nuocere. Gli organizzatori del Pride annullato non hanno ancora deciso se chiedere un risarcimento in denaro, ma hanno annunciato che anche se lo dovessero fare ciò sarebbe limitato al rimborso delle spese.

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La marcia del Gay Pride 2007 si svolgerà domenica 3 giugno e festeggerà anche il ‘gemellaggio’ con il London Pride, grazie anche al sostegno del sindaco di Londra Ken Livingston.

La Lettonia, che ha una popolazione di circa 2 milioni e trecentomila abitanti, ha riconquistato la propria indipendenza dall’Unione Sovietica nel 1991 e dal maggio 2004 è entrata a far parte dell’Unione Europea. (Roberto Taddeucci)