Lettonia: il Gay Pride di Riga sotto assedio

La capitale della Lettonia si prepara alla manifestazione della marcia dell’uguaglianza di domenica, il cui pacifico svolgimento è messo in forze da gruppi di estremisti omofobi.

RIGA – I tre Giorni dell’amicizia e gli eventi collegati al Gay Pride lettone sono iniziati ma è per domenica 3 giugno che ci sono le maggiori preoccupazioni. In quella data infatti si svolgerà la Marcia dell’uguaglianza del Pride, che il movimento GLBT (gay, lesbico, bisessuale e transgender) locale sta portando avanti con coraggio nonostante il clima di discriminazione e ostilità diffuse. Amnesty International ha annunciato che proprie delegazioni da ogni parte d’Europa vi prenderanno parte: «All’indomani di quanto accaduto al Pride di Mosca, partecipare numerosi a quello di Riga è quanto mai importante, per contrastare il pregiudizio e ricordare che quello alla libertà di espressione, riunione e manifestazione è un diritto umano fondamentale» ha dichiarato Paolo Pobbiati, presidente della Sezione Italiana di Amnesty International, che guiderà la delegazione dell’associazione proveniente dall’Italia. Gli attivisti e le attiviste di Amnesty International commenteranno on line il Riga Pride su un apposito blog. 

Dopo le pressioni internazionali seguite agli incidenti degli ultimi due anni (nella foto) e grazie anche a un certo ricambio della classe politica questa edizione del Pride potrebbe svolgersi se non altro con una maggiore protezione della minoranza da parte delle forze di polizia. A supporto del regolare svolgimento della manifestazione ha preso posizione il sindaco di Londra Ken Livington, che si è complimentato per le parole di tolleranza recentemente espresse dal nuovo sindaco di Riga Janis Birks ed ha anche espresso soddisfazione per il ‘gemellaggio’ che è stato realizzato tra Mozaîka (il Pride lettone) e il London Pride che, spiega Livingtson, «da agli organizzatori di entrambi i Pride l’opportunità di condividere le esperienze e meglio fornire supporto alla comunità Glbt». Per Juris Lavrikovs dell’Ilga «Quest’anno la situazione è leggermente migliore perché i politici non hanno aizzato gli animi, non ci sono state le dichiarazioni degli anni scorsi, ma ci sono ancora molti problemi, soprattutto in vista della grande manifestazione omofoba di domenica. La polizia ha comunque assicurato che interverrà in nostra difesa in caso di attacchi, il che è già un passo avanti».

In opposizione alla gay pride per domenica il locale Fronte Nazionale, il movimento Nazionalista bolscevico, la Nuova generazione cristiana e pure degli skinheads di estrema destra hanno promosso una contromanifestazione, il NoPride, nella quale si accusano gay, lesbiche e trans di voler distruggere la famiglia tradizionale e di voler ‘violentare’ i valori del popolo lettone. A dar man forte ai razzisti (che contano di portare in piazza qualche decina di migliaia di persone) è sceso pure in campo l’arcivescovo di Riga, Janis Pujtas, che – a ulteriore dimostrazione del non pregiudizio della Chiesa Cattolica verso gli omosessuali – ha detto recentemente che «l’omosessualità è una forma di prostituzione» e che il Gay pride sarebbe una manifestazione di «maniaci sessuali». Alla marcia dell’uguaglianza di domenica mattina saranno presenti esponenti dei parlamenti di vari paesi europei e anche alcuni esponenti della Polizia Metropolitana di Londra che monitoreranno lo svolgimento delle manifestazioni. (Roberto Taddeucci)