Lettonia: stato di discriminazione

di

Amnesty International denuncia che la discriminazione basata sull’orientamento sessuale è una violazione dei diritti umani.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
1905 0

Amnesty International ha recentemente espresso la propria preoccupazione per il fatto che la Lettonia non abbia inserito nella sua Legge sul Lavoro l’orientamento sessuale fra le cause di discriminazione, come avrebbe invece dovuto fare per uniformarsi alle norme in vigore nell’Unione Europea (UE). Il fatto che la Lettonia non abbia adeguato la sua legislazione rappresenta una violazione degli obblighi che aveva assunto nei confronti dell’UE. Amnesty International chiede al Parlamento lettone di inserire al più presto l’orientamento sessuale fra le cause di discriminazione nel mercato del lavoro. Amnesty International ricorda alle autorità lettoni che la discriminazione basata sull’orientamento sessuale costituisce una violazione dei diritti umani. Il 15 giugno, il Parlamento lettone ha respinto un emendamento all’art. 7 della Legge sul Lavoro, il quale prevedeva esplicitamente il divieto di discriminazione basata sull’orientamento sessuale. La Direttiva UE 2000/78/CE, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, esige specificatamente che gli stati membri vietino nei luoghi di lavoro la discriminazione basata sull’orientamento sessuale. Recepire la Direttiva nel proprio ordinamento giuridico è parte integrante dell’accordo con il quale la Lettonia è entrata a far parte dell’UE e quindi, in questo caso, l’impegno assunto non è stato mantenuto e l’adeguamento agli standard della UE non è stato realizzato. La Commissione Europea potrebbe quindi avviare contro la Lettonia un procedimento per infrazione, che comporterebbe per il paese sanzioni rilevanti. La Presidente della Lettonia, Vaira Vike-Freiberga ha deciso di non firmare la Legge sul Lavoro, rinviandola al Parlamento; in questo modo ha offerto all’assemblea parlamentare una seconda opportunità per inserire l’orientamento sessuale come causa di discriminazione nel posto di lavoro. Il mancato recepimento della Direttiva UE non è che l’ultimo di una serie di eventi connessi al rapporto con lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) che hanno offuscato i risultati conseguiti dalla Lettonia nel campo dei diritti umani. Nel luglio 2005, le autorità avevano inizialmente ritirato alla comunità LGBT l’autorizzazione a una manifestazione in occasione del Gay Pride. Solo dopo un esposto ufficiale, da parte degli organizzatori, al tribunale amministrativo di Riga, l’autorizzazione è stata nuovamente concessa e la marcia ha potuto avere luogo. Nel corso dei dibattiti pubblici organizzati nelle settimane precedenti la marcia, diversi rappresentanti del governo nazionale e delle amministrazioni locali avevano reso dichiarazioni che si possono interpretare come omofobe.
Amnesty International esprime il suo apprezzamento per il fatto che la decisione del Parlamento di non recepire la Direttiva UE sia stata condannata, fra gli altri, dal Primo Ministro Agar Kalvitis e dal Ministro degli Esteri Artis Pabriki; tuttavia permangono, da parte dell’organizzazione, vive preoccupazioni per il modo in cui in Lettonia vengono affrontate, da esponenti pubblici come dalla società più in generale, le questioni che riguardano lesbiche, gay, bisessuali, transgender (LGBT). I diritti di queste persone sono diritti umani e come tali devono essere trattati; non rispettare il principio di non-discriminazione nei loro confronti rappresenta una violazione dei diritti umani. Amnesty International chiede che il parlamento lettone adotti una legislazione in materia di lavoro conforme alla direttiva UE sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, inserendo l’orientamento sessuale come causa di discriminazione, e che la presidente lettone Vaira Vike-Freiberga continui a rifiutarsi di firmare qualunque decreto in materia di lavoro che non risulti conforme alla normativa UE. Amnesty chiede anche che la Commissione Europea svolga un’attenta azione di monitoraggio dell’attuazione da parte della Lettonia della Direttiva UE 2000/78/CE assicuri che la Lettonia recepisca nel suo ordinamento giuridico il divieto di ogni forma di discriminazione, come richiesto dalla normativa UE, e adotti le opportune misure, compreso l’avvio di un procedimento per infrazione, qualora la Lettonia non recepisca interamente la Direttiva UE nella sua legislazione interna, facendo pressioni sulla Lettonia e sugli altri stati membri affinché si impegnino nella lotta ad ogni forma di discriminazione, in particolare quella basata sull’orientamento sessuale. Amnesty chiede infine che la prossima presidenza finlandese dell’UE mantenga l’impegno a favore della proposta-quadro della Commissione Europea in tema di lotta al razzismo e alla xenofobia e prenda in considerazione un’estensione della proposta stessa a tutte le cause di discriminazione, come individuate nell’articolo 13 del Trattato Istitutivo dell’UE (TEC) in conformità alla risoluzione del Parlamento europeo sul razzismo e l’omofobia del 15 giugno 2006.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...