LIBERO AMORE IN LIBERO STATO

No all’omofobia religiosa, sì ai Pacs: dal 13 al 15 gennaio a Roma tre giorni di manifestazioni per le libertà civili, la laicità dello Stato e contro la discriminazione degli omosessuali.

ROMA – Dov’è l’Italia dei diritti civili? Non nel centro-destra, sordo alla richiesta di tutela per le coppie, e poco a Sinistra, dove sembrerebbe prevalere un tiepido ‘riduzionismo’ sui pacs.
Su tutti, incombono le gerarchie cattoliche, violentemente contrarie a discutere di diritti, e pronte, quasi quotidianamente, a ribadire il loro inappellabile veto.
La militanza gay, insieme ad associazioni laiche, non ci sta ed ha organizzato, nella Capitale, una lunga tre giorni di dibattiti e manifestazioni pubbliche per mettere le cose in chiaro.
Per non lasciare spazio all’ambiguità si incomincia proprio di fronte a San Pietro (venerdì 13 gennaio alle ore 14.00 in Piazza Pio XII) con un sit-in in memoria di Alfredo Ormando un omosessuale che si è suicidato, il 13 gennaio 1998, per protestare contro l’omofobia religiosa.
Per la ricorrenza Arcigay «Ora» di Roma ha organizzato una Giornata mondiale per il dialogo tra religioni e omosessualità  e al sit-in seguirà (alle 17, presso la  Sala Conferenze Fondazione Adriano Olivetti in via Zanardelli 34, nei pressi di piazza Navona) il convegno Il diritto alla sessualità in una società di credenti. Interverranno esponenti di diverse comunità religiose come Don Franco Barbero, teologo delle Comunità cristiane di base, Maria Bonafede, valdese, Leonardo Ranieri, ex vescovo dei Testimoni di Geova, Omar Camilletti, della comunità musulmana, Giulio Ercolessi, in rappresentanza dei laici, insieme ad esponenti della militanza gay.
«E’ una salto di qualità – dichiara Fabrizio Marrazzo, responsabile nazionale di Arcigay per la lotta all’omofobia su base religiosa – Non vogliamo insistere con l’accusa di omofobia alle religioni, ma cercheremo di capire se è possibile un dialogo mettendo a confronto diversi credo religiosi. Provocatoriamente vorremmo fare una sorta di hit parade delle religioni in rapporto con l’omosessualità».
Dopo gli esponenti religiosi sarà la volta delle coppie di fatto. Alle 10.30, di sabato 14 gennaio, la Liff, Lega italiana per le famiglie di fatto, ha organizzato l’happening, «Insieme per le libertà civili», al caffè Renault (in Via Nazionale 183/b). Famiglie di fatto, eterosessuali ed omosessuali, testimonieranno le difficoltà della vita di coppia causate dall’assenza di una legge per le unioni civili.
«Vogliamo ribadire la dignità delle nostre vite e dei nostri amori e chiedere – sottolineava Franco Grillini, primo firmatario della proposta di legge sui Pacs in discussione alla Camera dei Deputati, intervistato da «L’Unità» – riforme attente ai diritti civili, a partire da una legge sul Pacs che, sulla base dell’art. 2 della Costituzione».
A seguire l’appuntamento clou di questa tre giorni con la manifestazione nazionale Tutti in pacs, festa delle libertà civili, organizzata da Arcigay (alle 14 in Piazza Farnese) in contemporanea con la manifestazione nazionale per la libertà delle donne e a difesa della legge 194 Usciamo dal silenzio a Milano.
Dal palco di Tutti in pacs si alterneranno politici (saranno in piazza, ad esempio, Alfonso Pecoraro Scanio, leader dei Verdi, Katia Bellillo, dei Comunisti Italiani, e Luciano Violante, capogruppo dei Democratici di sinistra alla Camera dei Deputati) e rappresentanti di diverse associazioni (fonti attendibili assicurano che interverranno religiosi favorevoli ai Pacs) presentati da Lella Costa e Alessandro Cecchi Paone.
«Il momento più importante – ci confida Alessandro Zan, responsabile della campagna pacs di Arcigay – vedrà  il Magistrato della Cassazione Giovanni Palombarini unire simbolicamente in Pacs di alcuni politici che porteranno in Piazza Farnese i loro compagni e le loro compagne». La presenza del Magistrato ha suscitato, nei giorni scorsi, polemiche e le dichiarazioni scandalizzate del Ministro delle politiche agricole Gianni Alemanno di Alleanza nazionale.
Tutti in pacs sarà anche musica, con l’esibizione di Ivan Cattaneo. A conclusione della giornata si riunirà il gruppo giuridico di Arcigay.
Ma, la maratona per i diritti civili non si conclude qui. Domenica, alle 10.30 preso la sede nazionale dei Democratici di sinistra, si terrà l’assemblea Nazionale di Gayleft, la consulta glbt del partito.
«Gayleft rinnoverà i suoi vertici – spiega, Andrea Benedino, portavoce nazionale della consulta – ed eleggerà due portavoce, un uomo e una donna. E’ un segnale per il dialogo con il movimento delle donne. Saranno presenti alcuni parlamentari e membri della segreteria nazionale DS. L’assemblea sarà anche l’occasione per ribadire l’impegno dei Democratici di sinistra per i pacs e per i diritti rivendicati dalla comunità glbt».
Libero amore in libero Stato sarà, a poche settimane dalla conferenza programmatica dell’Unione, la «prova del nove» per quell’Italia laica e progressista che rivendica diritti civili.
Clicca qui per discutere di questo argomento nel forum Movimento Omosessuale.

di Stefano Bolognini