Libero diffamò il Circolo Pink, adesso paga 15mila euro

Il quotidiano Libero, commentando le proteste contro una visita del Premier a Verona, aveva scritto che il circolo lgbt cittadino aveva “un occhio di riguardo per i pedofili”.

Il Circolo Pink di Verona riceverà 15.000 euro come risarcimento dal giornale "Libero" per un articolo ritenuto, a rasgione denigratorio dagli attivisti dell’associazione.

In realtà, non si tratta di un vero e proprio risarcimento, ma del risultato di una mediazione tra il circolo lgbt e il quotidiano vicino alla famiglia Berlusconi.

I fatti risalgono al 21 agosto del 2003 quando, a margine di una visita ufficiale del Premier a Verona e delle proteste di alcuni gruppi di oppositori, una presunta giornalista de "la Voce di Mantova" telefonò al presidente del Circolo Pink Gianni Zardini chiedendo un’intervista che le fu concessa. Il giorno dopo, non su "La Voce", ma su Libero apparve un articolo, con una firma diversa dal nome dichiarato dalla giornalista durante la telefonata, nel quale il circolo Pink venniva descritto come un «calderone di lesbiche, gay, transessuali ma anche circolo con un occhio di riguardo ai pedofili. La scritta all’ingresso di via Scrimiari numero 7 (fatta con il pennarello nera, proprio a cento metri da un asilo infantile) lo spiega bene: "I gay, gli omosessuali, i pedofili, le lesbiche sanno arrangiarsi. Evviva" ».

Naturalmente, il Pink sporse denuncia per diffamazione contro la giornalista firmataria dell’articolo, Cristiana Lodi, e l’allora condirettore Alessandro Sallusti.

Il 9 aprile del 2008 i due imputati vennero rinviati a giudizione e da allora èstato un continui susseguirsi di udienze, incontri di avvocati e incartamenti di ogni genere, tutto culminato nell’accordo di questi giorni secondo il quale il Circolo Pink si impegnava a ritirare la querela e il quotidiano a versare 15.000 euro sul conto dell’associazione. Entrambi, hanno mantenuto fede al patto e la vicenda si è chiusa.

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