LIBERTA’ PER LE COPPIE GAY

L’Europarlamento approva in prima lettura, nonostante Forza Italia e Margherita, i provvedimenti che prevedono per le unioni di fatto, anche omosessuali, il riconoscimento nei vari paesi dell’Unione.

STRASBURGO – Nuova presa di posizione dell’ Europarlamento in favore del riconoscimento di pari diritti alle coppie sposate e alle coppie di fatto, anche omosessuali, oggi a Strasburgo.

Con 269 voti a favore e 225 contrari l’assemblea ha adottato un documento sulla semplificazione delle procedure per la libera circolazione dei cittadini comunitari in seno all’Ue, nel quale erano stati inseriti in precedenza, contro il parere del relatore Giacomo Santini (Fi/Ppe, foto sotto), tre emendamenti sulla equiparazione dei diritti delle coppie gay proposti dalle sinistre. Se il testo sarà confermato nel corso della seconda lettura dal PE e dai Ministri della UE, il coniuge o convivente dello stesso sesso potrà seguire il proprio partner nei suoi spostamenti nell’UE senza discriminazioni rispetto al regime previsto per le coppie di sesso diverso.

“Vale a dire – spiega il responsabile esteri di Arcigay, Renato Sabbadini – che se una coppia omosessuale sposata ad esempio in Olanda o “pacsata” secondo la legge francese, chiede allo Stato Italiano di accedere al ricongiungimento, l’Italia è tenuta a trattarla alla stessa stregua delle altre coppie europee sposate o conviventi”.

“Si è aperta una nuova pagina in tema di diritti delle coppie gay e lesbiche in Europi – commenta il presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice – finalmente il Parlamento di Strasburgo inizia ad approvare norme vincolanti per gli stati membri anche in tema di parità di diritti delle persone omosessuali”.

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Contro il documento, nella versione finale, hanno votato il relatore, con il Ppe (inclusa la Margherita) e l’eurodestra. In favore si sono pronunciati Pse, Verdi, Comunisti e parte dell’Eldr. Il progetto di direttiva torna ora all’esame dei governi Ue, e poi di nuovo, in seconda lettura, davanti all’Europarlamento.

Il mese scorso l’assemblea Ue aveva adottato un documento in favore dell’equiparazione dei diritti fra coppie sposate e coppie di fatto, anche omosessuali, nell’Ue.

La risoluzione adottata dall’Europarlamento afferma che gli stessi diritti di libera circolazione e di stabilimento in un altro paese Ue previsti per le coppie sposate e le loro famiglie devono essere riconosciuti a tutti i “coniugi, a prescindere dal sesso, secondo la pertinente legislazione nazionale” e “al partner registrato, a prescindere dal sesso, secondo la pertinente legislazione nazionale”. Per ora i matrimoni gay sono previsti formalmente solo in Olanda e Belgio, mentre le convivenze di fatto fra omosessuali sono riconosciute in diversi paesi Ue, in particolare in Francia con i ‘Pacs’ e in Svezia.

Stando a Santini le disposizioni in favore delle coppie gay introdotte oggi negli emendamenti della sinistra “non passeranno in concliazione”, alla fine della procedura legislativa fra Europarlamento e governi Ue.

A favore del provvedimento si sono espressi Marco Cappato e Maurizio Turco (Eurodeputati Radicali della Lista Bonino) e Ottavio Marzocchi (Radicali): “Con il voto di oggi al Parlamento europeo sul rapporto Santini – scrivono gli esponenti radicali – hanno vinto le ragioni delle oltre 1.100 persone di 30 paesi diversi che hanno sottoscritto l’appello del Partito Radicale Transnazionale sul “pieno rispetto della libertà di circolazione delle persone nell’Unione Europea e per eliminare le discriminazioni contro le coppie dello stesso sesso”, firme consegnate oggi da Cappato al relatore Santini nel corso del dibattito parlamentare”.

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La raccolta firme sull’appello promosso dai Radicali prosegue (clicca qui), e l’appello sarà inviato nei prossimi giorni anche alla Commissione europea ed al Consiglio, chiamati a pronunciarsi sugli emendamenti proposti dal PE. “Lo scopo é quello di far si’ che la posizione del Parlamento europeo e dei firmatari sia ascoltata nell’Unione, e i diritti delle persone omosessuali rispettati, senza discriminazioni.”