Lo pseudonimo di gay e trans riconosciuto dalla sanità

Lo ha deciso il governo di Brasilia che potrebbe allargare il provvedimento anche ad altri ambiti come la carta d’identità. “Tutto ciò che allevia le discriminazioni è importante” dice Ana Maria Costa

Gay, lesbiche, bisessuali, travestiti e transessuali potranno usare d’ora in poi il lo pseudonimo che usano abitualmente al posto del nome registrato all’anagrafe in tutta la rete brasiliana di sanità. Lo ha deciso il governo di Brasilia, che potrebbe estendere in seguito l’autorizzazione del cosiddetto ‘nome sociale’ anche ad altri usi pubblici, come la carta d’identità e dati anagrafici.

La decisione viene incontro ad una proposta fatta l’anno scorso dalla prima conferenza brasiliana dei Glbt: ‘La popolazione di gay, lesbiche,bisessuali, travestiti e transessuali è molto più esposta del resto della popolazione a problemi in campo sanitario, dalla violenza al consumo di droghe, dalla depressione all’alcolismo: perciò qualsiasi misura che allevii la discriminazione e l’esclusione sociale è importante’, ha commentato Ana Maria Costa, direttrice del dipartimento di solidarietà del governo di Brasilia, che ha studiato l’applicazione della misura, che entrerà in vigore in tutta la rete di sanità pubblica e privata.

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