Lo sfascismo di certa sinistra estrema

Perchè tre esponenti di punta del movimento gay si uniscono al coro insieme al centro destra? La risposta della nostra penna rosa…

Lo chiamano fuoco amico: sono i colpi sparati dalle batterie dello stesso esercito, proprio mentre infuria la battaglia contro il nemico.

Forse è un po’ così che i toscanacci – che hanno lanciato questa discussa campagna contro l’omofobia – hanno interpretato le dichiarazione di stamani sul Corriere della Sera del novello triolescano Titti De Simone, Vladimir Luxuria e Alessandro Zan: stamani infatti questi ci hanno abilmente spiegato che omosessuali non si nasce nè si diventa ma si è, con un coro di oh stupiti. Questo nonostante a Firenze abbiano più volte spiegato che non volevano prendere posizione sull’origine dell’omosessualità, ma solo provare a dire che essere gay è un dato ineluttabile, che anche il più omofobo deve accettare. E in fondo chi deve convincere una campagna contro l’omofobia? I gay? I loro amici? O gli omofobi più intransigenti?

Prendiamo qualche dato di fatto. C’è un ente locale importante che scrive le cose giuste nel suo statuto, realizza tante cose tanto da non sembrare di stare in Italia, si impegna, fa una campagna provocatoria che necessariamente è forzata, come ci spiega il suo presidente Claudio Martini nella lettera che pubblichiamo e viene attaccato da tre esponenti di punta del movimento gay: Vladimir insieme a Volontè, Titti insieme al Cardinale Bertone e Zan insieme a Feltri. Miracoli della politica, davvero.

Ci siamo sforzati a comprendere Titti, Vladimir e Alessandro. Certo, il movimento non è un monolite, ma perchè non impegnarsi a fare in modo che tutti i quotidiani italiani evitino di evidenziare il tutti contro tutti che abbiamo letto stamani? Perchè non smussare la propria posizione, evitando di mettere ulteriormente in difficoltà gli amministratori della Regione Toscana, sulle cui buone intenzioni non c’è sicuramente da discutere e già sotto il fuoco del centro destra e del Vaticano?

Alla fine i tre non li abbiamo proprio compresi. Perchè attaccare la prima campagna di comunicazione contro l’omofobia che una Regione italiana realizza? Smania di apparire? Voglia di differenziarsi ad ogni costo? Protagonismo?

Ma forse, presumendo sempre la buona fede, l’unica spiegazione sta proprio nel tipico sfascismo di certa sinistra estrema: il bicchiero è sempre mezzo vuoto, si deve fare sempre di più, l’orizzonte dell’avvenire va tenuto sempre più lontano. Con la conseguenza che i risultati non ci vedono, ma poco importa: l’unica cosa importante intanto è la battaglia ideologica.

La penna rosa.

di Penna Rosa

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