L’omosessualità dei genitori non porta disagio ai figli

Una sentenza del tribunale di Milano su due bambini, figli di una coppia di lesbiche: non hanno sofferto disagi per il contesto di vita in cui hanno vissuto e vivono

Milano – Il tribunale dei minorenni di Milano ha riconosciuto che l’omosessualità dei genitori non è causa di disagio per i figli voluti da una coppia di lesbiche che hanno una madre che prima aveva una compagna e ora ne ha un’altra e un padre biologico che conoscono e vive con un uomo. Il provvedimento, firmato dal giudice Emanuela Aliverti ha inoltre riconosciuto che prima della separazione i due bimbi sono stati cresciuti secondo "uno schema tipicamente familiare".  Tutta la vicenda nasce dalla separazione di una coppia di donne, che hanno convissuto per nove anni e assieme hanno deciso, tramite l’inseminazione artificiale, di avere due figli, entrambi dati alla luce da una delle due.

Il ricorso al Tribunale dei minori per l’ affidamento condiviso e la regolarizzazione del diritto di visita era stato presentato da una delle due donne, quella che non è la madre biologica e che, a causa del vuoto legislativo nel nostro paese in materia, non ha alcun legame giuridicamente tutelato con i due bambini. La donna aveva presentato ricorso dopo che la mamma naturale dei bimbi le aveva imposto l’interruzione dei rapporti con i piccoli. Il ricorso però venne dichiarato inammissibile per "difetto di legittimazione" e gli atti addirittura trasmessi al pm affinché valutasse l’apertura di un procedimento a tutela dei due ragazzini, un maschio e una femmina che ora hanno rispettivamente otto e dieci anni.

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Fortunatamente i giudici, avendo rilevato  l’indubbio legame affettivo tra la ex compagna della madre e i bambini, hanno espresso preoccupazione per lo stato “psico-fisico" dei due a causa dell’interruzione dei rapporti con una figura che si era posta come genitore e per il loro "inserimento in un contesto caratterizzato da una potenziale confusione di ruoli". All’esito dell’istruttoria, a metà gennaio, il tribunale ha archiviato il caso avendo verificato l’adeguatezza della madre biologica, assistita dall’avvocato Marzia Simionato, a svolgere il proprio ruolo di genitore a prescindere dalla sua omosessualità, e l’assenza di pregiudizio per i due bimbi per l’interruzione dei rapporti con la ex compagna della mamma. Da quanto è emerso i bambini non hanno inoltre sofferto disagi per il contesto di vita in cui hanno vissuto e vivono.