Londra: Civil Partnership negate ad una coppia etero

Due ragazzi di 25 anni avevano chiesto di unirsi secondo le regole delle unioni civili, ma gli è stato negato. Ricorreranno alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo sostenuti dalle associazioni lgbt.

Tom Freeman e Katherine Doyle, entrambi di 25 anni, si sono recati questa mattina al Municipio di Islington, un quartiere di Londra per registrare la loro intenzione di usufrire della "Civil Partnership", la legge che regola le coppie di fatto in Uk.

Come hanno raccontato alla stampa locale, si sono trovati davanti una lettera di diniego. Il capo dei "servizi democratici" John Lynch ha scritto: "Non voglio commentare la vostra idea di matrimonio, ma vorrei sottolineare che uno dei Civil Partnership Acts del 2004 stabilisce che un’unione civile è una relazione tra persone dello stesso sesso. Di conseguenza non possiamo dare seguito alla vostra richiesta di Civil Partnership".

Appena fuori dal palazzo, la coppia ha dichiarato: "Oggi ci è stato negato l’accesso ad un istituto giuridico a causa della nostra sessualità. Siamo rattristati e delusi. In uno stato democratico, tutti gli istituti dovrebbero essere accessibili per tutti i cittadini. Adiremo alle vie legali, fino ad arrivare alla Corte Europea per i Diritti Umani, se è il caso". A quanto pare, infatti, potrebbe profilarsi l’ipotesi che questo divieto violi la Convenzione Europea per i Diritti Umani agli articoli otto, dodici e quattordici a proposito di diritto alla privacy, al matrimonio e alla libertà da discriminazioni. Katherine ha dicharato al sito lgbt inglese PinkNews: "E’ strano perché sembra che noi, una coppia etero, vogliamo colonizzare le unioni civlili, in un certo senso. Quindi ci aspettiamo qualche critica da parte della comunità gay. Ma per il momento non ne sono arrivate".

"Il punto è – ha continuato Katherine – che nessun gay sta lottando per il matrimonio. Intendo dire che noi siamo una coppia etero che lotta per i diritti delle coppie etero. Non possiamo lottare al posto della comunità gay, ma speriamo che il matrimonio diventi accessibile a tutti. Alcuni miei colleghi gay mi hanno detto che a loro piacciono le Civili Partnership, che vanno bene per loro, ma io penso che bisognerebbe avere la possibilità di scelta in una società democratica".

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L’attivista per i diritti gay Peter Tatchell, che sta aiutando la coppia, ha dichiarato: "La richiesta di Tom e Katherine è supportata da me e da OutRage!. Abbiamo lottato tanto contro le discriminazioni omofobe, ma ci opponioamo con la stessa forza alle discriminazioni conto le coppie etero. La legge dovrebbe essere uguale per tutti. Credo che il ricorso legale non sarà facile perché il goevrno risponderà che hanno comunque la possibilità di scegliere il matrimonio civile, ed è vero. Ma per me, Katherine e Tom il problema è la discriminazione. In sostanza, il punto è che una coppia etero non può usufruire delle Civil Partnership proprio come una coppia gay non può sposarsi. Due errori non fanno un diritto e noi vogliamo uguaglianza, nella legge, per tutti".