Lorenzo Fontana, persino il presidente della regione Lombardia puntualizza: ‘le unioni civili vanno tutelate’

Botta e risposta in casa Lega tra i due Fontana. Al centro del contendere, le unioni civili e le famiglie arcobaleno.

Fontana contro Fontana. Lega contro Lega.

Scontro inatteso tra Attilio Fontana, presidente della Regione in passato scivolato su opinioni visibilmente omofobe, e Lorenzo Fontana, neo Ministro della Famiglia da giorni nella bufera per aver affermato che le famiglie arcobaleno non esistono.

Intervistato da Radio Lombardia, l’ex sindaco di Varese ha strigliato il 38enne compagno di partito, come giorni fa fatto da Roberto Maroni.

Il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana? È stato mal interpretato”. “I diritti per le unioni esistono, sono stati riconosciuti e io ritengo fondamentale che ci siano, e che vengano tutelati. Ma non soltanto dei gay ,anche delle coppie di fatto. Altra cosa, però, è il concetto di famiglia. Tecnicamente non ha detto una cosa sbagliata, secondo la Costituzione, la famiglia è quella tra uomo e donna. Le altre sono delle unioni che devono avere analoghi diritti. Ma sono una tecnicamente diversa”.

Parole inattese, quelle del Fontana presidente della Regione Lombardia, nell’aprile scorso finito nel tritacarne delle polemiche per aver definito ‘divisivi’ i gay pride, a differenza ‘del Family Day’. Non a caso il patrocinio ai tanti Pride lombardi, dal suo studio, non è mai arrivato. Peccato che parlare di ‘tecnicismi’ in ambito famigliare, al giorno d’oggi, faccia alquanto sorridere. Una famiglia è dove c’è amore.

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Nel frattempo l’unico sostegno arrivato al ministro Fontana è quello targato Popolo della Famiglia, partito di Mario Adinolfi, che ha espresso “piena solidarietà per gli attacchi scomposti seguiti alle sue dichiarazioni su vita e famiglia, ispirate al buon senso e al diritto naturale sancito dalla nostra Carta Costituzionale“.