Tutti contro il Ministro Lorenzo Fontana: NOI ESISTIAMO

Le famiglie arcobaleno esistono, sono tante e sempre più saranno, ma soprattutto pari diritti pretendono.

Hanno travolto la Festa della Repubblica le incredibili e provocatorie parole del neo Ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, leghista ultra cattolico secondo cui le famiglie arcobaleno, in Italia, ‘non esistono’.

Sconcerto e fastidio sui social, e non solo, con Matteo Salvini, vicepremier nonché Ministro dell’Interno, che ha sottolineato come “Fontana è libero di avere le sue idee“, ma che “non sono priorità e non sono nel contratto di governo”. “Unioni civili e aborto non sono leggi in discussione. Abbiamo detto che cambieremo la legge sull’aborto? No“. Ma il campanello d’allarme è suonato, rumorosamente, svegliando la comunità LGBT.

Sono esterrefatta nel vedere un ministro della Famiglia così distaccato dalla realtà in cui vive“, ha affermato Marilena Grassadonia, presidente di Famiglie Arcobaleno, a LaRepubblica. “Come fa un ministro della Repubblica ad affermare che noi e i nostri figli non esistiamo, quando non solo i nostri bambini sono perfettamente inseriti nella società, nella scuola, tra i loro coetanei, ma decine di sentenze della Corte Costituzionale, della Cassazione e sempre più comuni che riconoscono i nostri figli alla nascita, certificano che noi esistiamo a tutti gli effetti, anche giuridicamente, per lo Stato italiano”. “I nostri figli non sono una ideologia, sono una realtà. E soltanto Mussolini in questo paese aveva provato a negare il nostro diritto di esistere. Il ministro Fontana però ha giurato sulla Costituzione e dunque mi aspetto che sia il ministro di tutti gli italiani, anche dei nostri bambini. In Italia esiste un reale pericolo di omofobia e parole come queste possono essere pericolose, proprio nei confronti dei più indifesi, cioè i più piccoli. Ma di fronte a queste affermazioni mi chiedo cosa farà il movimento Cinquestelle, alleato di governo della Lega, ma i cui sindaci, in gran parte, stanno trascrivendo i certificati di nascita dei figli delle coppie omosessuali. O addirittura iscrivendoli alla nascita come ha fatto la sindaca Appendino“.

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Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay, ha chiesto al premier Conte l’immediata delega alle Pari opportunità: “Caro Presidente del Consiglio, non può definirsi del cambiamento un governo che non tenga conto dei cambiamenti che sono avvenuti nella società italiana negli ultimi decenni. Non è possibile che ministri della Repubblica, come Fontana e Salvini, facciano discorsi che erano già vecchi anni fa”. “Presidente Conte dia un segnale di discontinuità e assegni la delega alle Pari opportunità che si occupi di contrastare tutte le discriminazioni“.

Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, è presto partito all’attacco: “In questo momento stiamo ricevendo numerosissime segnalazioni e richieste dal web dalle persone che temono di non essere tutelate perché lesbiche e gay. La nostra pagina facebook sta ricevendo tantissimi messaggi che ci chiedono di intervenire in difesa dei diritti LGBT, nel rispetto dell’articolo terzo della Costituzione, che oggi ricordiamo per la festa della Repubblica Italiana. Per questo chiediamo la delega delle pari opportunitá ad un esponente che tuteli le persone gay, lesbiche e trans. Il nostro è un appello urgente al premier Conte ed al vicepremier Di Maio: intervengano al più presto“.

In prima linea contro Fontana anche Sebastiano Secci, presidente del circolo omosessuale “Mario Mieli” e portavoce del Roma Pride: “Dichiarazioni come queste sono gravi, ancor di più se fatte da un ministro della Repubblica. Le associazioni Lgbt certo non possono state tranquille, nonostante le maldestre rassicurazioni di Fontana. Finora i nostri figli erano stati ignorati, oggi il governo M5S- Lega, il governo del cambiamento ci informa che le nostre famiglie non esistono. Noi invece esistiamo e le nostre famiglie hanno il dovere di resistere, di non arretrare di un passo. Anche per questo saremo in opiazza il 9 giugno con il Roma Pride e la Brigata Arcobaleno“.

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Durissima Monica Cirinnà, senMonica Cirinnàm>Quella espressa dal neo ministro Fontana è una posizione molto pericolosa, oscurantista e revisionista. È una posizione personale che da ministro non può sostenere, per il semplice motivo che ieri ha giurato su una Costituzione dove ci sono articoli, lo ricordiamo, che parlano di uguaglianza e di non discriminazione. Dovrebbe quindi spogliarsi delle sue convinzioni personali e fare il ministro della Repubblica, cioè il ministro di tutti“.

Tutto tace, incredibilmente e vergognosamente, dai big dell’Universo 5 Stelle che siedono al Governo con la Lega di Salvini e Fontana. Maschere che cadono, ancora una volta, dinanzi all’irresponsabilità politica che si fa prassi istituzionale, implicitamente abbracciata da un silenzio a dir poco assordante. Le famiglie arcobaleno esistono, sono tante e sempre più saranno, ma soprattutto pari diritti pretendono. Anche per questo motivo questo mese di giugno, storicamente arcobaleno, non potrà che essere ancor più partecipato, colorato, pacificamente incazzato.