Lucca: il consiglio provinciale contro l’omofobia

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L'assemblea di Palazzo Ducale ha approvato un ordine del giorno di condanna all'omofobia e in cui chiede un impegno al governo e all'amministrazione locale per la pari dignità...

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Il consiglio provinciale di Lucca ha approvato un ordine del giorno, proposto dal Prc ed SD in cui si condanna l’omofobia. Il documento, sul quale ha espresso parere contrario l’opposizione di Palazzo Ducale, condanna le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale e chiede impegni precisi da parte delle istituzioni nazionali e della stessa amministrazione provinciale lucchese.

L’ordine del giorno letto in aula dal consigliere di Prc Mario Navari ed emendato in alcuni punti – “chiede al Parlamento italiano di assicurare che gli omosessuali, i bisessuali e i transessuali, vengano protetti da discorsi omofobici intrisi d’odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignità e della protezione riconosciuti al resto della società”.

Il documento si rifà alle direttive comunitarie sull’argomento e intende sollecitare sia il Parlamento quanto il Governo "ad intensificare la lotta all’omofobia mediante un’azione pedagogica: ad esempio attraverso campagne condotte nelle scuole, nelle università e tramite i mezzi di informazione, nonché per via amministrativa, giudiziaria e legislativa".

Per quento riguarda l’amministrazione provinciale e il consiglio, il documento chiede "che si facciano promotori di uno studio sulle discriminazioni sessuali sul territorio e di un piano di interventi per lo sviluppo della cultura della tolleranza nelle scuole e nella società".

Nel corso dell’ultima seduta, infatti, l’assemblea consiliare di Palazzo Ducale ha approvato – con i soli voti della maggioranza (l’opposizione ha votato contro) – un ordine del giorno presentato dalla Sinistra Democratica e dalla Sinistra Arcobaleno in cui si condannano le discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale,  chiedendo precisi impegni da parte delle massime istituzioni nazionali e della Provincia.

" Da rappresentante delle istituzioni – ha dichiarato il presidente della Provincia Stefano Baccelli -, non possono non condividere le richieste di certe forme di riconoscimento, di pari dignità, di tutela sociale ed economica e ciò non è in contraddice la mia formazione cattolica e democratica".

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