Luxuria: col Family Day l’Italia rischia una deriva polacca

Altre che ‘deriva zapaterista’, spesso evocata con toni foschi da chi non vuole riconoscere le coppie gay e lesbiche: secondo Vladimir Luxuria il rischio è quello di finire come in Polonia.

ROMA – «Il Family Day si preannuncia come la manifestazione più ostile verso la comunità gay, lesbica e transessuale che rischia di trascinare l’Italia verso una ‘deriva polacca’, omofoba, misogina e populista, perpetrata dalla Lega delle famiglie polacche e dall’emittente cattolica ‘Radio Maryia’ con il sostegno del presidente ultraconservatore Lech Kaczynski

La poco allettante prospettiva è esposta da Vladimir Luxuria (nella foto), deputata del Prc, secondo cui «non si può dichiarare che si rispettano le persone gay, lesbiche e transessuali, ignorando il fatto che queste persone nutrono dei sentimenti e che è un loro diritto veder riconosciuta in termini pubblicistici e legislativi la loro capacità affettiva.»

La leghista Carolina Lussana risponde a Luxuria affermando che «il Family Day non è una manifestazione ‘contro’, ma una manifestazione ‘per’. Do un consiglio a Luxuria: abbandoni il tono della polemica e degli attacchi ingiustificati, come quelli che abbiamo visto al gay pride e che alimentano un clima di tensione. Non è certo questo il modo di fare battaglie per il mondo che rappresenta. Un conto è battersi per il riconoscimento di alcuni diritti e la rimozione delle discriminazioni, laddove vi siano, altro è volere il riconoscimento pubblico della famiglia omosessuale. Su questo siamo convinti che la stragrande maggioranza dell’opinione pubblica è contraria.»

Per Domenico Di Virgilio, capogruppo di Forza Italia in commissione Affari sociali della Camera, «Se non si sostiene con convinzione la famiglia così come previsto dagli articoli 29, 30 e 31 della nostra Costituzione si rischia di frantumare la cellula fondamentale della nostra società. Altro che rischio di deriva polacca paventato dall’onorevole Luxuria. Il Family Day non è una manifestazione contro qualcuno, ma è solo un atto concreto di richiamo alla intangibilità della famiglia che in Italia costituisce sempre e comunque un potente punto di riferimento.»

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Sulle tematiche collegate alle polemiche sul Family Day interviene anche il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, secondo cui «Il problema del sostegno alla famiglia non va affrontato in termini ideologici e la discussione sui Dico non deve portare a snaturare una idea di welfare universalistico.» Ferrero si dice contrario a una idea di welfare «che si riduce al sostegno alla famiglia» e ritiene che vadano valorizzate forme che garantiscono la scelta in autonomia di costruire o meno una famiglia: «la famiglia – ha concluso il Ministro a margine del convegno ‘Verso il bilancio sociale del paese’ – deve essere una libera scelta non una costrizione.» (RT)