‘Se questo è un uomo’ con la foto di Luxuria: il post di Fotografie Segnanti scatena la polemica

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Ironia o cattivo gusto?

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La pagina Facebook Fotografie Segnanti è al centro di una polemica per un ironico post, per alcuni di cattivo gusto e offensivo, riguardante Vladimir Luxuria. Il suo volto è stato utilizzato come copertina per il libro di Primo Levi “Se Questo è un Uomo”. La pagina, con oltre 700.000 “Mi Piace”, prendendo immagini di film o fotografie con personaggi dello spettacolo o della politica ironizza sugli eventi. Seguendo spesso l’attualità.

Uno dei post usciti il 30 novembre mostra appunto Vladimir Luxuria. Si è sentita offesa di fronte alla sua immagine con il libro su Auschwitz. “Non solo è un’offesa a me. Ma è la presa in giro di un libro che parla di lager (dove finivano anche gli omosessuali). Sì, mi sento molto più uomo di questa pletora di gente che odia e che fa battute che definiscono molto più chi le fa che chi le riceve“. Ha detto l’ex parlamentare.

Commenti a sostegno di Vladimir Luxuria

Di fronte al post, non tutti si sono fatti 4 risate che ci si aspettava. Molti utenti si sono sentiti offesi, altri hanno definito l’immagine di cattivo gusto. In alcuni casi, i fan della pagina hanno affermato che anche la satira ha un limite. “Per fare satira e farla bene ci vuole cultura, e soprattutto conoscere il confine tra ironia e umiliazione. Confine che in questo caso avete travalicato ampiamente. Offendendo non solo la dignità di Vladimir Luxuria e delle persone trans, ma anche la memoria della più grave offesa alla dignità che il genere umano ricordi. E che il capolavoro di Primo Levi ha trasformato in monito eterno per le coscienze” ha scritto un utente indignato.

Da parte della redazione di Fotografie Segnanti è arrivata il 1 dicembre un comunicato in cui spiegano la loro visione. Non intendono scusarsi con quanto avvenuto, accusando invece Luxuria di aver sfruttato il post per notorietà. 

La risposta

In merito al post di ieri riguardante la Signora Luxuria e il susseguente quanto immotivato polverone mediatico creatosi, ci sentiamo di ribadire con forza il nostro diritto a NON scusarci per il nostro modo, giusto o sbagliato, di fare satira prendendo le distanze dall’errata decontestualizzazione che la suddetta Signora e la sua “pletora” di seguaci ha maldestramente fatto. Fotografie Segnanti NON ha mai citato la parola “Olocausto”. È stato semplicemente fatto un gioco di parole che avrebbe capito un bambino delle elementari, innocente e non contaminato dalla inutile decontestualizzazione fuorviante che si sta facendo per strumentalizzare. Può essere persino un post NON ben fatto come tanti, ma a nessuno permettiamo di farci passare per omofobi né per infangatori della storia. Non capire la semplicità logica e linguistica tra didascalia e immagine pone chi ci critica, in una rispettabile ma al tempo stesso voluta, pretestuosa polemica tornacontistica. Per noi il discorso finisce qui, siamo sufficientemente tranquilli con la nostra coscienza per non dover chiedere scusa né a una persona, né a 2 comunità intere. Il confine lo hanno varcato quelli che si spera fingano di non capire la semplicità delle cose e le appesantiscono per logorrea, bisogno di pontificare o peggio ancora noia. Speriamo cali il sipario su questa situazione grottesca, non è nostro costume spiegare le battute anche se pessime. Forniamo diverse chiavi di lettura ma di certo non restiamo in silenzio di fronte alla spettacolarizzazione dell’unica data sbagliata. Conosciamo determinati orrori della storia e non ce li facciamo spiegare da nessuno. Come le Agenzie di stampa sono state premurose nel dare cassa di risonanza alla Signora Luxuria, si INVITA a farlo anche con la nostra doverosa contro risposta.

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