Mistero M5S: candidato depennato perché frequenterebbe siti gay

Il caso è scoppiato dopo la consegna delle liste per le elezioni politiche: lotta interna o episodio di omofobia?

A Torino è stato il candidato più votato alle parlamentarie del M5S, ma alle politiche Mario Corfiati non ci sarà: un mistero dalle tinte omofobiche.

Nelle ultime ore l’esclusione dalle liste del Movimento di Mario Corfiati, 36enne, laureato in giurisprudenza e attivista del 2012 sta scuotendo la base piemontese del M5S e chiama direttamente in causa il candidato premier Luigi Di Maio, ultimo ‘controllore’ delle liste.

Secondo Il Fatto Quotidiano i dirigenti locali Cinque Stelle indicano il vertice del Movimento, cioè Di Maio e Davide Casaleggio, quando si chiedono spiegazioni sulla cancellazione del nome di Corfiati dalle liste per le elezioni del 4 marzo, in cui l’attivista era secondo nel primo listino del collegio Piemonte 1, praticamente un’elezione sicura.

Corfiati, ancora oggi scrive su Facebook di non essere stato contattato e di attendere spiegazioni dai vertici del M5S, ed è qui che il mistero comincia a puzzare di pruderie omofoba: secondo voci riportate da Corriere Torino, Corfiati sarebbe stato segnalato come escort e frequentatore di siti porno, manco a dirlo a carattere omosessuale.

Corfiati nega che quelle foto gli appartengano:

E quand’anche fossero sue? Si parla di ‘rischio per l’immagine del M5S’, ma è meritevole di esclusione un candidato che abbia fatto l’escort o niente meno abbia frequentato siti porno prima di assumere una carica pubblica?

In un post l’ex consigliere comunale Vittorio Bertola, coscienza critica del M5S, scrive: “Io non voglio credere che abbiano escluso qualcuno dal Parlamento per un giudizio sulla sua vita privata e su delazione di altri attivisti”. Secondo lui “Questa vicenda puzza di omofobia lontano un miglio”. Siamo di fronte all’ennesimo sacrificio ai danni della comunità LGBT sull’altare del consenso moderato e della conquista del governo?

Ti suggeriamo anche  Senatore australiano, 'i gay sono sessualmente deviati, pervertiti e pedofili'

Altri attivisti, in difesa del Movimento, ipotizzano che invece la scelta sia stata dettata dall’incarico di Corfiati nell’ISMEL, un istituto a cui è stato destinato dalla sindaca pentastellata Chiara Appendino. Quale sarà la verità?

Storie

Milano Pride 2020: un ALTRO PRIDE nella forma ma non nella sostanza

L’edizione 2020 di Milano Pride sarà contraddistinta da un programma di eventi virtuale che contribuirà attivamente alla ripresa della città con un’attività di fundraising.

di Federico Boni