MA QUALE CARNEVALE?

Aspre critiche alla manifestazione Diritti Ora sono state mosse dall’Osservatore. Il quotidiano vaticano la definisce «un carnevale» e si scaglia contro «l’uso strumentale dei bambini».

Una carnevalata. È pessimo il giudizio che l’Osservatore Romano, organo dei vesovi, riserva alla manifestazione pro-DiCo che si è svolta sabato a Roma.

Non solo, il quotidiano cattolico definisce isteriche certe esibizioni viste in piazza e giudica criticabile lo fruttamento dei bambini fatto da Famiglie Arcobaleno, l’associazione che raccoglie le coppie omogenitorali: «erano in molti, fra l’altro, i manifestanti omosessuali che recavano sulle spalle o per mano, dei bambini, frutto di precedenti relazioni o anche di fecondazioni praticate all’estero. Bambini – scrive il quotidiano del Papa – la cui presenza è stata sfruttata proprio allo scopo di accreditare l’immagine, che vorrebbe essere rassicurante, di una famiglia da tutelare. Almeno quando è nato, ogni bambino – ricorda la nota – gode, anche nell’ordinamento italiano, di diritti che gli vengono riconosciuti comunque, in ogni condizione si trovino i loro genitori. Anche per questo, sfruttare la loro ingenuità appare un’operazione particolarmente criticabile».

«Essendo la presenza di minori determinante per garantire ad un nucleo famigliare particolari diritti. Non è un caso – conclude l’Osservatore – che nelle immagini trasmesse sul corteo di sabato a parlare siano state quasi esclusivamente le coppie omosessuali, la categoria per la quale, al di là di ogni tattica politica, i recenti tentativi di regolamentazione sono concepiti».

La manifestazione è «ancora una volta, la prova evidente di quale sia la finalità di chi si batte per il riconoscimento legale delle coppie omosessuali, essendo la presenza di minori determinante per garantire ad un nucleo famigliare particolari diritti. Non è un caso che nelle immagini trasmesse sul corteo di sabato a parlare siano state quasi esclusivamente le coppie omosessuali, la categoria per la quale, al di là di ogni tattica politica, i recenti tentativi di regolamentazione sono concepiti».

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«L’attacco dell’Osservatore Romano contro la manifestazione di sabato a favore delle unioni civili è precotto…

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«L’attacco dell’Osservatore Romano contro la manifestazione di sabato a favore delle unioni civili è precotto e favolistico – ha dichiarato Sergio Lo Giudice, Presidente di Arcigay – Si aspettavano un gay-pride, e contro quello erano pronti a tuonare. Di fronte ad una manifestazione politica di altro tipo, civile, sobria e gioiosa, con tante famiglie e bambini, non hanno saputo più che dire e hanno mandato il disco rotto contro le ‘carnevalate’”. Questa la replica del presidente nazionale di Arcigay, Sergio Lo Giudice, al feroce attacco del quotidiano del Vaticano contro il sit-in di piazza Farnese a Roma».

«Le parole delle gerarchie cattoliche contro la dignità delle persone omosessuali – continua Lo Giudice – rasentano quotidianamente l’insulto e lo sberleffo. Parlano di “carnevalate” di “isteria” di “amori deboli e deviati”. L’unica isteria sotto gli occhi di tutti gli italiani è piuttosto quella con cui ossessivamente i vertici del clero cattolico attaccano il progetto di dotare l’Italia, al pari delle altre grandi democrazie europee, di una buona legge sulle unioni civili, a favore di tante coppie omosessuali ed eterosessuali».

Non ci meraviglia che l’imponente manifestazione del 10 marzo “Diritti ora!” non sia piaciuta all’“Osservatore romano” – dichiara invece l’on.Franco Grillini – Un conto però è non condividere i contenuti della kermesse per i diritti, la non discriminazione e la dignità di milioni di persone e un conto è insolentire i migliaia di manifestanti, apostrofati come “pagliacci”, e perseguire nell’ossessione antiomosessuale che caratterizza il vertice vaticano. Per Oltretevere c’è un solo problema maneggiato in termini di invettiva, di calunnia, e di diffamazione: l’omosessualità e gli omosessuali. L’odio omofobico – continua Grillini – diffuso dalle gerarchie non ha precedenti nella storia del Paese e non ha eguali in Occidente. Così suonano ingenui gli inviti alla ragionevolezza e ad evitare gli scontri. Se si vuole un positivo ritorno ad un dibattito stemperato da isterismi ed eccessi i primi a dare l’esempio e a cambiare i registro devono essere i vertici vaticani, che pervicacemente perseguono la loro campagna discriminatoria nei confronti degli omosessuali. La manifestazione del 10 marzo è stata un esempio di sobrietà, compostezza, entusiasmo e propositività politica. L’Osservatore romano ne prenda atto e se ne faccia una ragione.

Alla voce di Lo Giudice e Grillini uniamo anche la nostra. Noi c’eravamo e il carnevale di cui parla l’Osservatore Romano non lo abbiamo visto. E se anche ci fosse stato ci piace ricordare quanto ha detto la presidente di Famiglie Arcobaleno nel corso della puntata di giovedi scorso di Anno Zero: «il Gay Pride è il nostro giorno di carnevale. Sarebbe sbagliatissimo giudicare una comunità dal proprio carnevale». Parole sante.

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di Daniele Nardini