Mafiosi gay? Esistono ma non comandano

Il procuratore aggiunto di Palermo Ingroia a KlausCondicio conferma la presenza di gay tra le file dei mafiosi ma nessuno di loro sarebbe mai stato un boss.

Anche tra i mafiosi ci sono degli omosessuali. Ai microfoni di KlausCondicio, la prima trasmissione di approfondimento via web, in onda su YouTube, il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia dice: «Posso dire che abbiamo avuto ulteriori conferme in tal senso. Non si tratta comunque di boss, ma di esponenti, per così dire, di medio livello. Non siamo ancora arrivati ai quadri alti, ma ci fermiamo ad anelli non elevati della cupola».

Ingroia conferma che la condizione omosessuale tra i mafiosi viene ancora vissuta con una certa paura e che, pertanto, non ha mai pensato di rendere pubbliche e utilizzare in qualche modo le informazioni in suo possesso per colpire la malavita. «Anche in conseguenza delle riflessioni fatte tempo fa a proposito del mafioso siciliano ucciso proprio perché gay, mi è capitato semplicemente di cogliere queste evidenze, di percepirle e di metterle in risalto, ma nulla di più, agendo da studioso più che da operatore».

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