Uomini che fanno la maglia contro il patriarcato: il progetto che arriva dal Cile

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Il collettivo Hombres Tejedores vuole sovvertire i pregiudizi di genere e le disuguaglianze.

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Il lavoro a maglia, secondo la tradizione sudamericana, è un’attività prettamente femminile ed è proprio per questo che, soprattutto in Sud America, se a praticarlo sono i maschi l’effetto sociale è garantito. E proprio su questo hanno deciso di puntare questi ragazzi del Cile, autori dell’ambizioso progetto Hombres Tejedore, il cui obiettivo è quello di scardinare la società sessita cilena rendendola più tollerante e meno patriarcale. Da quasi un anno questo gruppo si riunisce, almeno una volta al mese, in un luogo pubblico della capitale Santiago e si mette a cucire o a fare la maglia.

Il progetto è stato lanciato dall’artista Claudio Castillo lo scorso 18 giugno, giorno in cui si celebrava il lavoro a maglia nel mondo. Secondo il 36enne Richardo Higuera l’iniziativa ha trovato tanti sostenitori: “Quello che all’inizio poteva apparire un semplice hobby è divenuto velocemente un messaggio politico“.

Il gruppo che ha dato vita all’iniziativa è formato da 12 uomini di età compresa tra i 26 e i 42 anni: “Tutti facciamo mestieri diversi. Ciò che ci unisce, è che siamo cresciuti in una società patriarcale che ci dà un ruolo ben preciso: un uomo non deve essere sensibile, non può piangere, deve essere forte” ha detto Higuera.

Lo scopo è quello di combattere le disuguaglianze: “Crediamo che oggi queste disuguaglianze di genere dovrebbero scomparire. In primo luogo, perché le donne sono quelle che hanno sofferto maggiormente per questo maschilismo, ma anche per dare a noi uomini la possibilità di liberarci di questo ‘ruolo’ che ci è stato attribuito“.

Per un uomo lavorare a maglia non è solo vergognoso, ma anche pericoloso perché c’è chi potrebbe vedere in quest’iniziativa un modo per mettere in discussione la posizione del maschio nella società“.

Ci consideriamo un gruppo femminista, egualitario, che è contro la discriminazione degli omosessuali… Ma, soprattutto, vogliamo cambiare l’immagine dell’uomo nella società cilena e permettere a ognuno di vivere come vuole“.

In meno di un anno la pagina Facebook del gruppo ha raggiunto oltre 85.000 like e l’iniziativa è stata esportata anche in altri Paesi dell’America Latina. Richieste di collaborazione sono giunte dai diversi angoli del mondo: “I nuovi tessitori arrivano anche dalla Germania e dall’Ucraina“, hanno fatto sapere dal gruppo.

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