Malawi: graziata la coppia gay condannata ai lavori forzati

Il presidente, dopo le pressioni internazionali e l’intervento di Ban Ki Moon, ha concesso la grazia ai due giovani gay condanati per atti “contrari all’ordine naturale”. “Un crimine, ma li perdono”.

Il Presidente del Malawi Bingu Wa Mutharika ha concesso la grazia alla coppia gay che non più tardi di qualche settimana fa era stata condannata a quattordici anni di reclusione con obbligo di lavori forzati. A convincere il presidente, oltre alle molteplici pressioni internazionali da parte di associazioni, da politici e interi governi, compresa l’Unione Europea e la Casa Bianca, è stato l’intervento del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon.

Il presidente Bingu Wa Mutharika, che al momento è anche il leader provvisorio dell’Unione Africana, ha dichiarato: "Questi due giovani hanno commesso un crimine contro la nostra cultura, la nostra religione e le nostre leggi. Ciò nonostante li perdono e chiedo il loro immediato rilascio".

In Malawi l’omosessualità è illegale e i due, Steven Monjeza di 26 anni, e Tiwonge Chimbalanga di 20, erano stati condannati per oscenità e atti contro il pudore dopo che la notizia del loro matrimonio simbolico aveva destato scalpore in tutto il paese.

"La notizia non può che renderci felici – ha dichiarato Sergio Rovasio, segretario di Certi Diritti -. E’ evidente  che le pressioni internazionali che molti stati democratici avevano attivato nei confronti dello Stato africano hanno funzionato.  Ci auguriamo che ora venga rilanciata quanto prima la campagna promossa dalla Francia in sede Onu, per la depenalizzazione dell’omosessaulità in tutto il mondo. Ci sono ancora settanta paesi che prevedono la galera o la pena di morte per le persone omosessuali".

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