Mancuso: Ratzinger, “un campione di discriminazione”

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Dopo le parole del Papa sui Pacs come “offesa” alla famiglia i duri commenti di Aurelio Mancuso, Arcigay, e di Adele Parrillo della Lega Italiana Famiglie di Fatto...

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ROMA – Le parole sulle unioni civili pronunciate oggi da Benedetto XVI («Allo stesso modo si sviluppano minacce contro la struttura naturale della famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e tentativi di relativizzarla conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse. Tutto ciò costituisce una offesa alla famiglia e contribuisce a destabilizzarla, violandone la specificità ed il ruolo sociale unico.») continuano a suscitare reazioni, che si aggiungono a quelle che già abbiamo riportato.
Il segretario di Arcigay nazionale Aurelio Mancuso fa notare che «Ratzinger si occupa in modo ossessivo e quotidiano dei Pacs. È evidente che tutti gli altri temi sono ormai messi in secondo piano, perché in ogni luogo e contesto Sua Santità parli, guarda all’Italia come ultima frontiera del dominio vaticano. Benedetto XVI vagheggia su presunte minacce alla famiglia naturale fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e sui tentativi di relativizzarla, conferendole lo stesso statuto di forme di unione radicalmente diverse.» Secondo Mancuso «questa è l’ennesima puntata di una campagna scientificamente studiata a tavolino dalle gerarchie cattoliche, che vuole indurre l’opinione pubblica italiana a credere a inesistenti pericoli sociali; si tratta di un’operazione di puro potere intrisa di odio nei confronti delle coppie conviventi ed in particolare verso le persone omosessuali. Ratzinger è un campione di discriminazione, vuole imporre un’organizzazione sociale anti democratica e lesiva delle libertà individuali e delle conquiste sociali. Il movimento LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender) italiano – conclude Mancuso – risponderà con fermezza, come ha già fatto in passato, a queste continue provocazioni estremiste e reazionarie.»
Ferma presa di posizione anche da parte di Adele Parrillo, vicepresidente della Lega Italiana Famiglie di Fatto (LIFF): «Proprio non capisco e non mi capacito come il Sommo Pontefice possa pensare che tutelare le unioni civili possa offendere il matrimonio. Certe espressioni sono crudeli e poco hanno a che vedere con il concetto cattolico di amore e di rispetto e laico di dignità della persona nelle forme e nei modi che essa ritiene più opportuna. Tutelare forme tutte le forme d’amore e riconoscerle nella loro interezza e utilità sociale della esistenza non fa che creare stabilità nella vita delle persone salvaguardando le famiglie. La quotidianità di tutti questi attacchi – conclude Parrillo – sono il segno ineludibile di debolezza da parte della chiesa che si sente minacciata di perdere il primato per quanto riguarda temi come vita, amore e morte. Espressioni cosi sprezzanti e martellanti non fanno che allontanare i fedeli e la gente dalla religione che non ha il rispetto della maturità della coscienza delle persone.» (RT)

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