Manif pour Tous scrive a Mattarella: “Salvaguardi la famiglia naturale

I detrattori dei diritti lgbt si rivolgono al Presidente contro il ddl sulle Unioni Civili

Manif pour Tous Italia, insieme ad altre associazioni che sostengono le sue stesse posizioni sulla “famiglia naturale”, ha scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere, appunto, la “salvaguardia della famiglia naturale”. “Chiediamo al Presidente Sergio Mattarella di intervenire affinché nella delicata materia della legislazione in materia di relazioni familiari sia ristabilito il primato legislativo del Parlamento e sia garantito il rispetto della Costituzione repubblicana – si legge nella lettera secondo quanto riporta l’agenzia 9colonne -. Confidiamo nel Suo intervento perché le forze in campo possano dialogare nei limiti indicati dalla Costituzione, evitando che qualcuno usi il proprio ruolo istituzionale per ragioni ideologiche”.

L’associazione accusa i sindaci che hanno istituito i registri delle unioni civili o trascritto i matrimoni egualitari celebrati all’estero, di esercitare “pressione mediatica” sull’opinione pubblica rischiando di “compromettere il dibattito parlamentare sulle unioni civili, sminuendo o peggio tentando di condizionare il ruolo istituzionale delle camere, cui sole spetta il potere legislativo in materia di famiglia”.

“A questo deve aggiungersi – proseguono i firmatari della lettera al Quirinale – che sia la Corte Costituzionale con la sentenza 138/2010 che più recentemente la Prima Sezione della Corte di Cassazione con la sentenza 2400/2015 hanno ribadito a chiare lettere che il matrimonio può essere solo tra uomo e donna mentre per la salvaguardia dei diritti individuali delle persone che vivono in una coppia di fatto – anche dello stesso sesso – devono applicarsi gli strumenti del diritto civile nel quadro dell’art. 2 della Costituzione”.

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In realtà, le sentenze citate non stabiliscono affatto che non si possa aprire al matrimonio egualitario. Semplicemente si limitano a sottolineare il vuoto normativo e a specificare che solo una legge dello stato può permettere alle coppie gay e lesbiche di sposarsi. Inoltre, le sentenze in questione, fanno appello proprio al parlamento perché sani una situazione di evidente squilibrio.

Il pronunciamento della Cassazione a cui si fa riferimento, nello specifico, chiede al legislatore (ovvero al parlamento) “un tempestivo intervento” per riconoscere “un nucleo comune di diritti e doveri di assistenza e solidarietà propri delle relazioni affettive di coppia”. Inoltre, i giudici hanno precisato che le coppie omosessuali, come tutte le coppie di fatto, possono “acquisire un grado di protezione e tutela equiparabile a quello matrimoniale in tutte le situazioni nelle quali la mancanza di una disciplina legislativa determina una lesione di diritti fondamentali scaturenti” da tali relazioni.

Una lettera, quella di Manif Pour Tous, che arriva nel giorno in cui si tengono le ultime audizioni previste dal calendario dei lavori della Commissione Giustizia del Senato, dov’è in esame il ddl Cirinnà che istituisce le unioni civili. Proprio oggi, infatti, saranno ascoltate le associazioni che si oppongono alla legge. Giovedì scorso, invece, sono state ascoltate le associazioni lgbt, mentre nelle scorse settimane è stata la volta di giuristi, psicologi ed esperti, di entrambe le posizioni.

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