Manifesti contro le coppie di fatto imbrattano la città

A 10 giorni dalla bocciatura del registro delle unioni civili, questa mattina il Municipio XI si è risvegliato con decine di manifesti contro le coppie di fatto, firmati Pdl. Protesta l’Arcigay

Roma – Il 19 gennaio scorso il Municipio XI, a maggioranza centrosinistra, affossò la risoluzione sul registro delle Unioni Civili, presentata dal Consigliere Giancarlo Balsamo (della lista Amici di Beppe Grillo) e dal Consigliere Pd Antonio Bertolini. 9 voti contrari, 9 a favore ed un astenuto, del Partito Democratico. Inizialmente appoggiata dalla maggioranza, la risoluzione è così caduta, andando immediatamene incontro ad una dura risposta da parte del Mario Mieli.

Questa mattina, a quasi due settimane da quel discusso voto, i cittadini del Municipio XI, ossia della zona di San Paolo e Garbatella, si sono risvegliati con il quartiere invaso di manifesti, con scritto: "Respinto il registro delle unioni civili vince la famiglia quella vera", firmato Popolo delle Libertà.

Immediata e polemica la replica di Fabrizio Marrazzo, Presidente Arcigay Roma, che ha così commentato: "riempire di manifesti un intero quartiere per inneggiare alla bocciatura del registro delle unioni civili, è un atto di poca civiltà, in quanto offrire tutele alle coppie di fatto, e quindi anche a quelle lesbiche e gay, non sottrae diritti a nessuno. Pertanto, questi manifesti sono offensivi e preoccupanti, specie dopo i numerosi episodi di aggressione e violenza che sono stati portati alla luce nella nostra città nei mesi scorsi. Essere contro l’omofobia vuol dire combattere ogni forma di discriminazione e impegnarsi per la piena uguaglianza di tutti i cittadini".

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"E’ davvero spiacevole – aggiunge Marrazzo – constatare che un partito politico porti avanti una campagna di questo tipo in modo così ideologico, senza porre la questione dal punto di vista dei bisogni dei cittadini, che non sono né di destra, né di sinistra. Così come è davvero triste constatare che nessuna forza politica può attribuirsi la paternità della bocciatura del registro delle unioni civili, perché, nella nostra città, nessun partito ha saputo elaborare una proposta all’altezza delle esigenze".

di Federico Boni