Manning dal carcere: “Voglio diventare donna, chiamatemi Chelsea”

di

Protagonista dello scandalo del Cablegate di Wikileaks, per il quale è stato condannato a 35 anni, Bradley Manning ha detto di volere diventare donna. Chiederà alle autorità le...

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
3348 0
Manning in abiti femminili in una foto del 2010

Manning in abiti femminili in una foto del 2010

In questi giorni il nome di Bradley Manning, il soldato reo di aver passato a Wikileaks le migliaia di cablogrammi segreti che hanno dato vita ad una delle più grosse fughe di notizie che la storia ricordi, è tornato sulle prime pagine dei giornali per via della condanna. Per i tanti capi d’accusa che gli erano stati addebitati, Manning è stato condannato a 35 anni di prigione, contro i 60 chiesti dalla procura. Quello che però la maggior parte dei giornali non riporta è che proprio in questi giorni Manning ha dichiarato di voler cambiare sesso e di avere scelto il nome “Chelsea” per la sua nuova identità femminile.

La notizia, in realtà, non coglie impreparati. Già in precedenza aveva manifestato la volontà di cambiare sesso. Adesso, però, gli avvocati di Manning fanno sapere di essere intenzionati a intraprendere le misure e le azioni necessarie per costringere la prigione il cui la fonte di Wikileaks sconterà la pena, Fort Leavenworth, a fornire la terapia ormonale necessaria alla transizione, nel caso le autorità rifiutassero di farlo.

Manning durante il processo

Manning durante il processo

“L’obiettivo finale di Manning – dichiara uno dei legali – è quello di sentirsi bene nel suo corpo e di diventare Chelsea, la persona che non ha mai avuto la possibilità di essere”. La questione dell’identità di genere di Manning è stata parte della linea scelta dalla difesa durante tutto il processo subito per il Cablegate durante il quale anche dei medici hanno testimoniato che il suoi problemi di genere avrebbero influito sul suo stato di salute mentale.

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...