Mara Carfagna contro l’omofobia su Twitter: ‘siamo nel 2019, non nel Medioevo’

Dura condanna di Mara Carfagna. Ma quale sarà il suo vero intento?

Siamo nel 2019 o nel Medioevo? Una coppia gay, a Roma, non viene fatta entrare in un locale: è ora di dire basta a queste forme di discriminazione odiose, incivili e fuori dal tempo. Stop omofobia“. Questo il tweet della vicepresidente della Camere dei Deputati e parlamentare di Forza Italia, Mara Carfagna. Un tweet inaspettato, riguardante il caso della coppia gay rifiutata in un locale, in quanto accettavano solo coppie uomo-donna.

La sua dichiarazione ha subito attirato centinaia di utenti e di commenti. In molti le chiedono di lasciare il partito di Forza Italia. Altri la appoggiano per aver avuto il coraggio di supportare la coppia omosessuale vittima della discriminazione. Altri ancora le ricordano con chi si sono presentati alle ultime elezioni regionali. Alcuni commenti citano tra gli altri anche Simone Pillon (senatore leghista) e la sua lotta alla GPA e all’omosessualità. E il suo collega senatore Gateano Quagliarello (IDEA), il quale avrebbe proposto una legge affinché non si possano più riconoscere le famiglie omogenitoriali. Quasi inesistenti i commenti negativi.

Aperture e ripensamenti di Mara Carfagna nel tema LBT

Ma la deputata forzista nel corso degli anni ha sempre avuto degli alti e bassi nel campo dei diritti. Nel 2015, da responsabile del dipartimento Libertà Civili e Diritti Umani di Forza Italia, aveva presentato una prima proposta di unione civile per le coppie LGBT. Nell’ormai lontano 2011, invece, aveva dato il patrocinio al festival del cinema gay di Torino, dopo che il governatore Cota aveva tolto quello della Regione Piemonte.

Andando un po’ indietro nel tempo, nel 2007, aveva affermato:

Non c’è nessuna ragione per la quale lo Stato debba riconoscere le coppie omosessuali, visto che costituzionalmente sono sterili. […] Per volersi bene il requisito fondamentale è poter procreare.

nel corso del seminario Donna, vita e famiglia (Repubblica.it, 15 febbraio 2007).

L’anno dopo, riguardo i gay pride, aveva detto che:

Hanno obiettivi che non condivido. Io sono pronta ad occuparmi di contrasto alle forme di discriminazione e di violenza. Sono pronta a dare patrocini a seminari e convegni che si occupano di questi problemi. […] Penso che l’unico obiettivo dei Gay Pride sia quello di arrivare al riconoscimento ufficiale delle coppie omosessuali, magari equiparate ai matrimoni. E su questo certo non posso esser d’accordo. Io credo che l’omosessualità non sia più un problema. Perlomeno così come ce lo vorrebbero far credere gli organizzatori di queste manifestazioni. Sono sepolti i tempi in cui gli omosessuali venivano dichiarati malati di mente. Oggi l’integrazione nella società esiste. Sono pronta a ricredermi. Ma qualcuno me lo deve dimostrare. (Corriere.it, 19 maggio 2008)

Quale sia l’intento di Mara Carfagna, rimane un mistero. Un semplice tweet di condanna per essere aperti e disponibili a discutere di omofobia e niente di più)? O si tratta di portare acqua al proprio mulino?