Mario Mieli: Cus, no grazie

L’associazione organizzatrice del Pride di Roma rifiuta la proposta di Salvi sui CUS. «Apprezziamo la buona volontà di Salvi ma vogliamo il matrimonio».

CUS, Contratto di Unione Solidale, è il nuovo acronimo partorito dal Senato per presentare la  proposta sulle unioni civili uscita dalla commissione Giustizia del Senato ad opera della mediazione di Cesare Salvi.

Pur riconoscendo al senatore Salvi l’impegno e la buona volontà nel cercare un’intesa trasversale nella non facile situazione politica del Senato, Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli respinge con fermezza una proposta ulteriormente al ribasso sulla pelle delle persone.

L’idea del contratto notarile, infatti, si addice di più alla compravendita di immobili e alla creazione di società di natura economica che non al riconoscimento di pari dignità e diritti a tutte le unioni affettive, e a quelle omosessuali in particolare.

La nostra richiesta rimane ferma al riconoscimento della piena parità giuridica e di fatto delle coppie omosessuali, con la possibilità di accedere anche in Italia al matrimonio civile.

Tutte le altre soluzioni che non vanno neanche in questa direzione ma adombrano formule di tipo privatistico non fanno altro che ribadire una grave condizione di discriminazione tra cittadini e aggravano quindi la ferita civile che attraversa la nostra società.

Senza Parità e Dignità, tra l’altro parole d’ordine del Gay Pride di Roma che ha portato in piazza un milione di persone il 16 giugno, non ci possono essere diritti veri.

Rossana Praitano

Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

DISCUTINE SUL FORUM