Marocco, no alle risoluzioni Onu: “Sì al crimine dell’omosessualità”

No anche all’abolizione della poligamia, al riconoscimento giuridico dei figli nati fuori dal matrimonio e alla parità dei sessi in materia di eredità.

Le raccomandazioni Onu in materia di diritti umani non piacciono al Marocco: delle 244 ricevute, infatti, il Paese africano ne ha accolte solo 191.

Domani, giovedì 21 settembre a Ginevra, è il giorno delle risposte davanti al Consiglio riunito per la 36esima sessione, ma il governo marocchino ha già anticipato le risposte preliminari: “Diciamo no ai suggerimenti perché contrastano con i principi fondanti della Nazione”.

Rabat ha detto no a modifiche circa la criminalizzazione delle ragazze madri, al riconoscimento giuridico dei figli nati fuori dal matrimonio, all’utilizzo del test del Dna per attribuire la paternità, al limite d’età per i matrimoni da fissare a 18 anni (sì, dunque, alle spose-bambine), all’uguaglianza di trattamento tra sessi in materia di eredità (le donne al momento non ne hanno accesso), alla decriminalizzazione dell’omosessualità e all’abolizione della poligamia.

Nel 2012, data del precedente ciclo di esame dell’Onu, il Marocco aveva rigettato solo 8 raccomandazioni su 148.

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