Viaggio in Marocco, storia di N: il corpo è nostro

Per N. l’unico modo per migliorare la situazione LGBTI marocchina è associarsi per eliminare l’articolo 489 ed ottenere il controllo del proprio corpo.

N. è il primo ragazzo gay che ho conosciuto a Marrakech. Ha 30 anni ed è amico dei miei amici italiani da ormai diversi anni. È un tipo allegro e abbastanza timido all’inizio. Ma soprattutto è portatore sano di una certa pacatezza tipicamente marocchina che aiuta i nuovi arrivati ad adattarsi al ritmo e in poco tempo a innamorarsene. N. lavora in uno dei riad più lussuosi e costosi della medina, competitor dei megahotel che si battono ogni anno il titolo di ‘migliore d’Africa’ o simili. Ha quindi un rapporto diretto e quotidiano con un certo occidente facoltoso e probabilmente illuminato, dato che a parità di prezzo sceglie un endroit più intimo e meno mainstream. Nel tempo libero mi ha accompagnato di qua e di là, consigliato itinerari e negozi, discoteche e tajine. Abbiamo passato, insieme anche a tutta la banda italo-marocchina di amici che in un modo o nell’altro si sono scelti, notti molto lunghe in club molto divertenti bevendo molti vodka tonic. È stato all’alba che ci siamo trovati a chiacchierare dell’essere gay e io ho cominciato a fargli delle domande abbastanza stupide. Le sue risposte mi avevano colpito e anche commosso. E il mix di understamenent e militanza, dignità e idee chiare mi aveva fatto vedere quello che fino a poco prima era un compagno di movida sotto una luce diversa. Non so se un eroe, certamente un guerriero per una causa nobile e un idealista consapevole. Qualche tempo dopo gli ho sottoposto queste domande.

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Cosa significa essere gay in Marocco?

Un omosessuale in Marocco è una persona anormale e per la maggior parte delle persone si tratta di una malattia. Viene considerato motivo di imbarazzo, anche per gli amici e i parenti, ragion per cui è sempre meglio rimanere nascosti.

 

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E cosa significa essere gay a Marrakech? Che differenze ci sono tra Marrakech e il resto del Marocco? E tra il Marocco e gli altri paesi arabi?

In generale non c’è moltissima differenza, ma sicuramente il fatto che si tratti di una grande città e che soprattutto sia una meta fortemente turistica porta uno spirito di apertura diverso nei confronti dell’omosessualità. Sulla grande piazza di Jamaa El Fna (la più grande piazza di Marrakech e una delle sue mete turistiche più famose ndr) ci sono dei travestiti. Esisteva anche una discoteca gay, si chiamava Diamant Noir. Marrakech è una città gay-friendly soprattutto per gli europei e i turisti piuttosto che per il gay marocchini, ma la situazione è certamente migliore che nei piccoli centri provinciali.
Per quanto riguarda il mondo arabo non ho mai visitato altri paesi. Ma ho amici che ci vivono e con cui o rapporti tramite i social network. La situazione varia moltissimo da stato a stato. In Arabia Saudita ad esempio la situazione è tragica, e si arriva tranquillamente alla pena di morte per atti omosessuali. Il Libano invece è molto più aperto, e lì è nata Helem, la prima associazione LGBTI del mondo arabo. In Iraq avvengono quelli che vengono detti ‘crimini d’onore’, i gay di punto in bianco spariscono e dopo qualche giorno fanno ritrovare i loro cadaveri in strada. In Egitto viene attuata una vera e propria caccia agli omosessuali (per quanto il termine sia forte), la polizia crea dei falsi profili sulle dating app e organizza incontri con i ragazzi per poi arrestarli, è per questo che si sente così spesso parlare di arresti nel paese.

In Marocco quali sono effettivamente i rischi? Dove si fissa il limite?

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Qui i gay soffrono lomofobia dello stato, tramite l’articolo 489 del codice penale (che punisce gli ‘atti licenziosi o contro natura con un individuo dello stesso sesso‘ ndr). E soffrono anche dell’omofobia culturale dei cittadini, ultimamente non è raro trovare in rete video di veri e propri linciaggi.

Cosa bisogna fare per evitare di avere problemi?

Per evitare i problemi si può scegliere di essere molto discreti, ma la vera soluzione è di resistere e creare un movimento che possa cambiare le cose, innanzi tutto cercando di modificare e sradicare l’articolo 489.

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Hai mai subito episodi di omofobia?

Sì, sono stato picchiato da dei compagni di scuola quando mi hanno scoperto baciare il mio ragazzo, a 14 anni. In seguito mi hanno aggredito anche degli adulti che hanno scritto insulti omofobi su un muro nel giardino a casa dei miei genitori. Mia sorella che è molto religiosa e praticante e ha un forte ascendente su mia madre ha fatto sì che mi cacciassero di casa. E mi sono ritrovato per strada, per una settimana, senza un posto dove dormire e senza soldi. Da adulto invece mi è capitato di avere un capo omofobo che pur non licenziandomi direttamente mi ha molto pressato perché lasciassi il posto.

Ti piace vivere a Marrakech?

Sì. Sono nato e cresciuto qui e ancora oggi adoro le stradine della medina, i souk e il porfumo di spezie dappertutto, così come amo tutta la città nuova i club e la vita notturna.

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Pensi mai di partire? Per andare dove?

Ci sono giorni in cui vorrei veramente andarmene, se potessi sceglierei l’Europa, perché è vicina al mio paese.

E perché non lo fai?

Con la situazione attuale e l’allarme terrorismo è davvero difficile. C’è bisogno di una Visa e di un sacco di condizioni e assicurazioni finanziarie per viaggiare in paesi non musulmani.

Tu sei musulmano? Cosa pensi di questa religione?

Sono agnostico. Sono nato musulmano da genitori musulmani, e sono stato praticante fino ai 16 anni, quando ho deciso di smettere. Penso che la religione musulmana sia assimilabile alle altre grandi religioni monoteiste, e che come queste sia divenuta ora un business. L’approccio nelle Scritture è piuttosto violento soprattutto per quel che riguarda le libertà individuali. E ci vedo anche molte contraddizioni, tra i testi e le pratiche e anche tra le varie correnti che interpretano le scritture ognuna a modo suo.

Come ti posizioni politicamente?

Mi ritengo apolitico e non voto dato che non ci troviamo in una vera democrazia.

Esistono associazioni LGBTI in Marocco? Con quali obiettivi?

Ci sono organizzazioni e movimenti ma non possono essere ufficializzate dallo stato, e questo rende la loro efficiacia e il loro raggio d’azione limitato. C’è MALI, il movimento alternativo per le libertà individuali, che si spende per difendere la comunità LGBTI. Aswat Mag (Magazine a tematica LGBT con focus sulla situazione delle donne e riferimento per le lesbiche marocchine ndr) e Akaliyat Mag (altro magazine LGBTI soprattutto online, i contenuti non sono accessibili a tutti, è necessario prima registrarsi a una community) dopo il doloroso massacro di Orlando hanno organizzato un sit-in davanti al parlamento con le bandiere rainbow e striscioni con scritto ‘il mio corpo appartiene a me, non appartiene allo stato’ e ‘love is not a crime’.

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Cosa pensi del turismo che ha come meta Marrakech?

Il settore turismo è essenziale per Marrakech, una città che vive soprattutto di quello. Ma c’è una parte ‘oscura’ in questo aspetto altrimenti positivo, essendo diventata la città anche una destinazione di turismo sessuale, anche gay. Negli ultimi anni si sono registrati più casi di pedofilia e questo crea confusione nell’opinione pubblica che non si fa problemi ad associare omosessualità e pedofilia. Oppure alcuni facoltosi turisti europei che sono convinti basti offrire denaro per ottenere prestazioni omosessuali, veicolando l’idea che tutti i ragazzi gay marocchini non disdegnino la prostituzione.

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Qual è la tua percezione del maschile e del femminile? Sei femminista?

Sono per l’assoluta uguaglianza tra i sessi, e non credo debbano esistere ruoli predefiniti. Sono femminista nel senso che vedo come obiettivo la parità mentre al momento in questo paese l’uomo viene sempre considerato superiore alla donna.

(continua…)