Matrimoni gay: Avvenire ringrazia la Corte costituzionale

Il quotidiano dei vescovi sente che è stato scampato un pericolo grazie ai giudici della Corte Costituzionale. E auspica che adesso il parlamento rimanga inerte.

Esprime soddisfazione, il quotidiano dei vescovi Avvenire, per la sentenza della Corte Costituzionale sui matrimoni gay, pur precisando, nell’attesa di conoscere i dettagli del dispositivo, che sarebbe "un errore" affidare la struttura del matrimonio alla discrezionalità del potere politico. "Grazie alla Corte Costituzionale – afferma un editoriale oggi in prima pagina sul giornale della Cei – il tentativo di introdurre nel nostro ordinamento il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali è fallito".

"Hanno assolutamente torto – sostiene Avvenire – quegli omosessuali che affermano di essere discriminati" per il fatto di non potersi sposare, perché la coppia omosessuale "non crea famiglia" e quindi non può avere un "rilievo giuridico". "Il matrimonio – secondo il giornale cattolico – non è una invenzione dello Stato" e "se la Corte avesse riconosciuto che è nella discrezionalità del potere politico modellare il matrimonio non nelle sue configurazioni storicamente contingenti, ma nella sua struttura, avrebbe commesso un errore".

Il fatto che ciò sia avvenuto in altri Paesi, come la Spagna – conclude l’editoriale – è solo l’esempio di come "la legge abbia umiliato il diritto e la giustizia ed abbia istituzionalizzato il torto".

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