Matrimoni gay: i parchi Disney non discriminano più

Nei grandi parchi di divertimenti come DisneyWorld esteso anche alle coppie dello stesso sesso il programma di cerimonie per un matrimonio…da favola.

LOS ANGELES – La Walt Disney Company ha deciso che i propri programmi di ricevimento per occasioni matrimoniali saranno resi disponibili anche alle coppie gay e lesbiche che vorranno festeggiare la loro unione in uno dei loro parchi di divertimento. Finora il programma Fairy Tale Wedding (un matrimonio da favola) era accessibile alle sole coppie lui-lei che presentassero un certificato di matrimonio. Oggi però non solo i paesi che consentono i matrimoni tra persone dello stesso sesso stanno aumentando (da pochi mesi si è aggiunto il Sud Africa) ma ci sono molti altri paesi nei quali le coppie omosessuali possono usufruire dell’Unione Civile. Da qui la decisione della compagnia di fare un passo in avanti: «Crediamo che questo cambiamento sia in linea con la duratura politica del far sentire benvenuto ogni nostro ospite in un ambiente che sia accogliente e aperto» ha commentato il portavoce per il settore parchi Donn Walker, «Vogliamo che chiunque voglia celebrare un’occasione speciale alla Disney possa farlo sentendosi benvenuto e rispettato.»

I pacchetti matrimoniali ‘tutto compreso’ partono da 8.000 ma possono arrivare a superare anche i 45.000 dollari, e comprendono cibo, intrattenimento, pernottamento e un numero ampio e variabile di optional. Uno tra i più costosi mette anche a disposizione dei richiedenti costumi di personaggi come Topolino e Minnie, per cui da ora in poi ne serviranno due per coppia. In linea con la propria filosofia di tolleranza e inclusione la Disney già da molti anni permette l’utilizzo delle proprie strutture da parte di organizzazioni esterne per dei ‘gay days’, attirandosi con ciò le ire dei soliti gruppi di fondamentalisti religiosi. Tra i tanti le Chiese Battiste Sudiste hanno attuato un boicottaggio durato quasi dieci anni, accusando la Disney di andare contro la “giusta morale e i valori della famiglia tradizionale”. Insomma, la solita muffa bigotta, che cerca di travestire la propria intolleranza omofoba sotto gli abiti più rispettabili della ‘difesa dei valori familiari’. (Roberto Taddeucci)

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