Matrimoni gay, in Argentina scoppia la rivolta dei cattolici

Anche il Senato ha approvato la legge sui matrimoni gay. Adesso manca la firma della “presidenta” Kirchner, che dice: “Preoccupata per i toni del dibattito”. I cattolici in rivolta.

"La guerra di Dio" contro un "progetto del demonio". La Chiesa cattolica è sul piede di guerra in Argentina contro i matrimoni omosessuali: migliaia di persone hanno manifestato ieri in diverse città del Paese e nella capitale, Buenos Aires, davanti al Parlamento, contro il testo di legge che potrebbe rendere possibili i matrimoni omosessuali. Dopo il sì già ottenuto alla Camera dei Deputati, oggi si è espresso a favore anche il Senato.

Il presidente, Cristina Fernandez, ha promesso di non porre il veto, se il testo approvato arriverà al suo tavolo. La nuova normativa, cui si oppongono con estremo vigore la Chiesa cattolica e altri gruppi religiosi, spianerà la strada anche alle adozioni per le coppie dello stesso sesso. Al grido di "i bambini hanno diritto a una madre a un padre", migliaia di persone sono scese in strada per un ultimo tentativo di convincere i 72 senatori – vi è molta incertezza nei sondaggi sulle loro intenzioni – a fermare la legge. Le scuole e le università cattoliche ieri sono rimaste chiuse per favorire agli studenti la partecipazione alla manifestazione. Gli ultimi sondaggi mostrano che circa il 70% degli argentini è favorevole a dare alle coppie omosessuali gli stessi diritti di cui godono quelle eterosessuali.

Il capo di Stato argentino Cristina Fernandez Kirchner (nella foto, in basso) è intervenuta sul innalzamento dei toni del confronto dicendosi preoccupata. "Si fa riferimento al matrimonio tra persone dello stesso sesso come se si trattasse di una questione di morale religiosa o come se fosse un attentato all’ordine naturale, quando in realtà quello che si sta facendo è guardare a una realtà che già esiste", ha detto la Kirchner.

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Nel corso della visita di Stato in Cina la "presidenta", riporta l’agenzia di stampa Telam, ha espresso "preoccupazione" per il livello di tensione raggiunto attorno all’argomento, facendo riferimento, pur senza alcun richiamo esplicito, alla forte presa di posizione della Chiesa cattolica arrivata in occasione delle celebrazioni per il giorno dell’indipendenza, venerdì scorso, così come nella messa domenicale di ieri. Dai pulpiti di diverse province del Paese si era alzato un coro di no alla "guerra culturale" contro i cristiani, e l’arcivescovo di Buenos Aires Jorge Bergoglio aveva parlato di una "pretesa di distruggere il piano di Dio". A questo proposito Kirchner ha dichiarato: "Ho sentito che si parla addirittura di una guerra tra dei e che c’è chi ipotizza un referendum. Non tengono conto che vorrebbero un plebiscito su un diritto di una minoranza".