“Sposo e sposo”: il comune di Grosseto registra l’atto di matrimonio

La sentenza è stata attuata. L’appello di 26 giuristi: “Il Parlamento si muova”

Nero su bianco. Dopo la sentenza del tribunale di Grosseto, oggi i nomi di Giuseppe Chigiotti e Stefano Bucci sono stati inseriti nella trascrizione del loro matrimonio celebrato a New York lo scorso 6 dicembre 2012.

Messa da parte la dicitura “marito e moglie”, per la prima volta è comporsa la scritta “sposo e sposo”: una modifica alla routine che ha necessitato anche di una piccola modifica al software. Una giornata storica, applaudita dalle associazioni lgbt e fortemente criticata dall’area cattolica. che può aprire uno spiraglio legislativo per tutte le coppie sposate all’estero che ora potranno sperare nel riconoscimento della loro unione da parte dello Stato italiano.

Intanto domani, 15 aprile, ricorre il quarto anniversario della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale n.138 del 2010. A ricordarlo è l’associazione radicale Certi Diritti che in una nota spiega: “La Corte ha affermato che all’«unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia» e -sottolinea- ha chiaramente invitato il Parlamento ad intervenire su questa materia dando «riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri» a tale unione.”

Per questo Certi Diritti ha presentato un appello sottoscritto da 26 giuristi italiani, tra cui Andrea Pugiotto, Vittorio Angiolini e Marilisa D’Amico, rivolto alla classe politica italiana: «Il Parlamento risponda al più presto alla Corte Costituzionale, approvando subito una disciplina di carattere generale, finalizzata a regolare diritti e doveri delle coppie di persone dello stesso sesso e delle famiglie omogenitoriali, riconoscendo un diritto fondamentale da troppo tempo ignorato».

Per sottoscrivere l’appello, disponibile integralmente sul sito dell’associazione, è sufficiente comunicare l’adesione a [email protected]