Matteo Renzi ha firmato il decreto transitorio sulle unioni civili

Il Presidente del Consiglio ha firmato il decreto transitorio approvato pochi giorni fa dal Consiglio di Stato. Manca poco!

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha appena annunciato di aver firmato il decreto attuativo sulle unioni civili.
#lavoltabuona

Pubblicato da Alessio De Giorgi su Sabato 23 luglio 2016

È fatta! Ora passaggio (che dovrebbe essere breve) alla Corte dei Conti, incaricata di valutare eventuali spese, e pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Come auspicato da Franco Frattini, presidente della sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato, se si continua in modo così spedito le prime unioni potranno già essere celebrate entro ferragosto: questo potrà avvenire se questi passaggi (valutazione della Corte dei Conti, pubblicazione sulla Gazzetta) avverranno entro il 31 luglio, poiché sono previsti i 15 canonici giorni di vacatio ordinaria prima dell’entrata in vigore. Avanti tutta!

***

AGGIORNAMENTO (20.30): Il governo ha pubblicato l’annuncio ufficiale della firma sul proprio sito (QUI per leggere). Il decreto è stato firmato anche dal ministro della Giustizia Andrea Orlando e dal ministro dell’interno Angelino Alfano. Allo stesso link è possibile consultare il testo del decreto nella sua interezza: contrariamente a quanto detto prima, la vacatio ordinaria non è prevista e quindi il decreto entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale!

 

LEGGI ANCHE: Consiglio di Stato, parere positivo sul decreto ponte: “Via libera alle unioni civili!” > >

cover_unioni_civili

Ti suggeriamo anche  Sandra Milo: "Silvio, lascia in pace le unioni civili e pensa alle adozioni!"

3 commenti su “Matteo Renzi ha firmato il decreto transitorio sulle unioni civili

  1. Altro che gay pride dobbiamo questa legge a chi ha promesso alle primarie e mantenuto la promessa una volta Premier. Uno scout cattolico. Alla faccia dei Vendola Luxuria Grillini e compagnia bella delle sfilate con bandiere di partito ai gay pride.

    1. Senza le marce dei gay pride, non saremmo mai arrivati a questo punto: la politica avrebbe continuato a ignorarci come ha fatto per decenni; solo grazie alla visibilità e all’attivismo è stato possibile che l’opinione pubblica si convincesse della necessità di riconoscere i diritti gay. Senza l’opinione pubblica dalla nostra parte, nessun governo si sarebbe esposto in favore dei gay

      1. L’opinione pubblica l’ha convinta chi tutti i giorni ha fatto il coming out con genitori fratelli parenti colleghi clienti amici e vicini. Non certo chi fa le sfilate come certi che conosco io e poi a 40 anni non lo sa manco mammà. Credere che la gente comune si convince con la festa mascherata significa vivere a gaylandia e non nel mondo.

Lascia un commento