Matteo Salvini torna all’attacco: ‘Combatterò l’utero in affitto e le adozioni gay’

Dalla provincia di Teramo Matteo Salvini è tornato ad attaccare le famiglie arcobaleno, raccontando l’ennesima bugia.

In perenne campagna elettorale, Matteo Salvini, vicepremier nonché ministro dell’Interno, è sbarcato in Abruzzo a una settimana dal voto regionale.

Accolto da una piazza gremita a Sant’Egidio alla Vibrata, in provincia di Teramo, il leader della Lega Nord è tornato ad attaccare le famiglie omogenitoriali, sparando a zero contro la gestazione per altri e le adozioni gay, ma soprattutto mentendo spudoratamente sulla carta d’identità elettronica.

«Ripartiamo dalla vita reale, dalle mamme… attenzione. Ho detto mamme e papà, perché è uno dei primi scontri che ho dovuto sostenere quando sono arrivato al ministero dell’Interno e a costo zero. Però, al di là del lavoro, che è fondamentale, dei soldi, del mutuo, della bolletta della luce, l’uomo e la donna, però, sono anche valori reali, speranze, dei simboli.
Io ho reintrodotto sui moduli per chiedere la carta d’identità elettronica due parole, che qualcuno aveva tolto perché davano fastidio: mamma e papà. Non c’è genitore 1, genitore 2, genitore 32. C’è la mamma e c’è il papà. E io finché campo, mi batterò perché ognuno sia libero di vivere la sua vita privata come vuole, con chi vuole e facendo quello che vuole. Nel senso che voi, finito questo incontro, tornate a casa e non mi interessa con chi sarete a pranzo, non mi interessa con chi guarderete la televisione, non mi interessa con chi farete l’amore questa sera. Ognuno a casa sua fa quello che vuole, con chi vuole. Ma il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà lo difendo finché campo. Combatterò l’utero in affitto, le adozioni gay, i bambini in vendita come al centro commerciale, e quelle schifezze indegne di un Paese civile. L’egosimo degli adulti sulla pelle dei bambini, no».

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Peccato che questa gigantesca balla della carta d’identità elettronica con ‘mamma e papà’, più volte sbandierata dal vicepremier, sia per l’appunto una menzogna conclamata. Sui moduli per la carta d’identità elettronica compare infatti la dicitura “genitori. Punto. Semplice. Nient’altro. Eppure Salvini, principe delle bugie che finge di non sapere come la GPA riguardi soprattutto coppie eterosessuali, continua a girare l’Italia raccontando questa inutile favoletta che ha un unico obiettivo: sminuire le famiglie arcobaleno.