Maurizia Paradiso in 24 ore candidata e scaricata

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Le era stato chiesto di candidarsi come capolista al Senato per il Partito del Sud. Poi, il presidente l'ha cacciata. E tutto nel giro di 24 ore. È...

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Arcigay e MIT, Movimento italiano transessuali, rendono pubblico un episodio di cui è stata protagonista la pornostar Maurizia Paradiso: «L’inesistente bacino elettorale che caratterizza il Partito per il Sud – si legge nel comunicato congiunto diramato dalle due associazioni – potrebbe lasciare indifferenti i lettori per questo comunicato. Per quanto ci riguarda il fatto che stiamo per denunciare non è che la punta di un iceberg del clima di odio ed omofobia che esiste in Italia.

Purtroppo ne è stata vittima un volto noto e amato della televisione e del popolo lgbt come Maurizia Paradiso. A Maurizia è stato chiesto di candidarsi come capolista al Senato, non si sa bene per quale ragione ma la più accreditata si presume sia l’utilizzo gratuito della sua immagine, per il sopradetto PPS e di farsi carico ella stessa delle spese per la campagna elettorale nel collegio.

Maurizia, donna tosta e tenace, un cane sciolto del movimento, non pensava minimamente che quella candidatura sarebbe sfociata in un’elezione ma sarebbe però servita per promuovere e portare a conoscenza i temi a noi più cari come l’omofobia, il razzismo e i diritti di gay lesbiche bisessuali e trans. Proprio quei diritti che a lei sono stati negati dal presidente del partito ing.

Domenico Iannantuoni che prima la tessera e la insigna avvolgendola con la bandiera e denominandola "Il nuovo Masaniello del Sud" e dopo la fa cacciare dal vicepresidente Luigi Cerritelli, candidato per il medesimo partito al Senato in Lombardia, nel giro di 24 ore. Il tutto è documentabile con immagini e filmati in nostro possesso che provvederemo a mettere a breve su youtube.

Capiamo che in questi momenti di convulse formazioni – conclude il comunicato – delle liste elettorali anche un partito irrilevante, come il Partito per il Sud, possa far comodo ma non capiamo veramente come un partito vicino alla destra abbia potuto sfruttare l’ingenuità politica di una persona e poi calpestarne la sua dignità.»

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