Maurizia Paradiso: nella Lega Nord non mi vogliono

Dice di essere stata discriminata Maurizia Paradiso perché la Lega non gli ha rinnovato la tessera a causa del suo orientamento sessuale. Luxuria: “Chi sta col partito di Bossi è una masochista”.

Scatenata più di sempre, la transessuale Maurizia Paradiso spara a zero sulla Lega Nord, il partito dal quale ha appena deciso di uscire. Anzi, dal quale è stata cacciata, come dice lei stessa in un’intervista rilasciata a Klaus Davi. «La Lega Nord non mi ha rinnovato la tessera perché sono una trans. Sono stata di fatto discriminata. Mi hanno fatto capire che non ero gradita – rivela la Paradiso -. Non mi hanno voluto dare la tessera da militante perché non volevano che io partecipassi alle loro manifestazioni. Detto questo, non critico la Lega per le sue battaglie. La loro battaglia sulla sicurezza è condivisibile. Ma non capisco perché discriminino una come me, una italiana, per di più. Ora guardo con interesse alla sinistra».

«È masochistico per un gay, trans o lesbica appartenere ad un partito che ci disprezza, quindi, credo che la sua espulsione e la sua scelta di guardare a sinistra sia semplicemente una conseguenza. Per appartenere alla Lega Nord devi essere padano, di pelle bianca, economicamente agiato e soprattutto eterosessuale». Così Vladimir Luxuria (Sa) ha commentato la notizia dell’espulsione della Paradiso dal partito di Bossi.

«Il rispetto per le nostre persone – sottolinea la parlamentare di Sinistra Arcobaleno – è prioritario rispetto a qualsiasi altra idea si possa avere sulle politiche economiche. Si può essere federalisti come la Lega, ma se viene meno il fatto di essere riconosciuti per quello che siamo, viene meno tutto». La Sinistra l’Arcobaleno, ricorda la deputata uscente di Rifondazione comunista, «è l’unico partito che ha inserito nel suo programma la mia proposta di legge che prevede che si possano cambiare i dati anagrafici prima dell’operazione. Questo permetterà alle persone che si riconoscono in un genere diverso la libertà di non sentirsi in trappola, in tempi rapidi».

Il video dell’intervista:

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