Mcc: la più friendly delle chiese a Natale vuole anche i gay

La Metropolitan Community Church, fondata da un pastore battista gay, si rivolge alla comunità lgbt. Diffusa negli States, in Canada, ma anche in Africa ed Europa, in Italia stenta ad arrivare.

Il Natale è forse la festività più sentita dell’anno, ma al tempo stesso è quella vissuta in maniera più contraddittoria: c’è chi lo ama e chi non lo sopporta, chi si sente più buono e chi pensa che sia solo una scusa per alimentare un ipocrita consumismo. In ogni caso fra facili retoriche e sentimenti sinceri, anche questa volta è arrivato il momento di scartare i regali e di fare i conti con una festa che, nonostante tutto, dovrebbe avere soprattutto una radice religiosa. Il condizionale è d’obbligo, visto che chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la storia della cristianità delle origini sa bene che la data del 25 dicembre per celebrare la ricorrenza cristiana è stata scelta col preciso scopo di sovrapporsi a diverse festività molto sentite dal mondo pagano, che loro volta si inserivano in una complessa e molto più antica celebrazione del ciclo delle stagioni.

Fatto sta che, ai nostri giorni, il Natale rimane a tutti gli effetti una ricorrenza cristiana, e tutte le sue manifestazioni ci ricordano quanto la nostra vita e la nostra società siano scandite – nel bene e nel male – dalle ricorrenze legate a questo culto. Tutto ciò, in effetti, acquista un valore particolare per la comunità lgbt, visto che la religione che a Natale predica pace e bontà è la stessa che – anche sotto le feste – non perde occasione per ricordare alla comunità lgbt che, ufficialmente, la ritiene dalla parte del torto e che la considera ancora – nella migliore delle ipotesi – un incidente di percorso. Questo, se non altro, in ambito cattolico. Tuttavia il cristianesimo è una realtà molto più sfaccettata di quanto non si percepisca in Italia, ed è bene ricordare che per diverse chiese cristiane il Natale è una ricorrenza che può accogliere la comunità gay, lesbica e trans incondizionatamente, e addirittura supportarne la sua causa.

Molte chiese protestanti, soprattutto in tempi recenti, si sono orientate verso questo approccio (basti pensare ai campi estivi che la chiesa valdese rivolge ai giovani omosessuali, anche in Italia), tuttavia il premio per il culto cristiano più gay friendly spetta sicuramente alla Metropolitan Community Church: una denominazione protestante che può contare quasi 300 congregazioni in 23 nazioni (nessuna in Italia, purtroppo). Fondata nel 1968 da Troy Perry, un ex pastore battista di Los Angeles che si era scoperto gay, ha un’impostazione che si rivolge principalmente alla comunità lgbt, e partendo da zero ha raggiunto oltre un migliaio di fedeli nei suoi primi due anni di vita. Nel corso del tempo il loro numero è cresciuto esponenzialmente (coinvolgendo prevalentemente la comunità lgbt), e probabilmente il merito della Mcc è stato proprio quello di rispondere alle esigenze spirituali di una categoria di persone che era sempre stata vista in malo modo, se non emarginata, da buona parte della cristianità (e dalle religioni monoteiste in generale).

Da notare che questa chiesa si è sempre impegnata concretamente anche nella promozione di iniziative come la lotta all’omofobia, la promozione del sesso sicuro e la parità dei diritti civili (compresi, ovviamente, i matrimoni gay). Evidentemente la Mcc ha fatto bene il suo lavoro, visto che il governo canadese ha riconosciuto valore civile ai matrimoni gay celebrati nelle sue congregazioni. La Mcc, poi, oltre ad avere un buon successo nelle realtà anglofone (Australia compresa) si è affermata anche nell’America Centrale e Meridionale, nelle Filippine e persino in Nigeria. In Europa ha un buon successo in paesi come la Francia, la Germania e la Danimarca, ma una congregazione è presente persino in Romania.

Probabilmente l’idea di una chiesa realmente gay friendly e schierata ufficialmente dalla parte della comunità glbt è qualcosa di inconcepibile per un paese come il nostro, eppure altrove esiste e potrebbe offrirci qualche spunto di riflessione in più, soprattutto considerando che diverse chiese protestantistanno seguendo sempre più spesso il suo esempio (come provato dalla recente elezione, a Los Angeles, della prima vescova lesbica dichiarata della chiesa episcopale). Come festeggeranno il Natale i gay e le lesbiche della Mcc? Probabilmente in maniera molto simile alla nostra, ma con la differenza che si sentiranno membri a pieno titolo della loro comunità religiosa, senza doversi giustificare e senza doversi arrovellare il cervello per conciliare la loro natura con il loro credo. Chi si offre di fondare una Mcc anche da noi per il prossimo Natale?

di Valeriano Elfodiluce