Merola incontra associazioni e chiarisce: “Sì a nozze gay”

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Dopo le polemiche nate dalle sua dichiarazioni sui "punti in più" per le coppie sposate, il sindaco di Bologna incontra la comunità lgbt e punta al chiarimento. Intanto,...

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Finito nella bufera politica per le sue dichiarazioni sulle coppie di fatto e i criteri di assegnazione delle case pubbliche, il neo sindaco di Bologna Virginio Merola ha incontrato oggi Arcigay e le associazioni del mondo Lgbt "per un chiarimento" come racconta lui stesso su Facebook.

Lo scorso sabato, il primo cittadino di Bologna aveva parlato di riconoscere "un grado di responsabilità diverso (alle coppie sposate, ndr) rispetto ad altre scelte di convivenza" immaginando di arrivare ad attribuire "più punti alle famiglie sposate" nelle graduatorie per le assegnazioni delle case popolari.

All’incontro di oggi, che Merola giudica "positivo" c’erano i rappresentanti di Arcigay Il Cassero, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno, Agedo, e Associazione 3D a cui Merola ha consegnato una lettera (che potete leggere per intero qui) dichiara di essere favorevole al "riconoscimento giuridico del diritto al matrimonio delle persone gay, lesbiche e transessuali".

"Abbiamo convenuto – dice il sindaco – la necessità di riattivare quanto prima l’Ufficio comunale politiche per le differenze, all’interno del quale era attivo il servizio contro le discriminazioni Lgbt e condiviso la necessità di realizzare un momento di approfondimento pubblico sul tema ‘la famiglia che cambia’". "Credo sia compito di una cultura democratica costruire legami di libertà e responsabilità tra le persone – scrive ancora Merola  -. In questi ultimi anni si è avviata una riscoperta delle relazioni umane in merito al tema dei beni comuni, della dimensione di comunità, del bisogno degli altri, contro una logica individualistica e conservatrice che banalizza la cultura dei diritti come libertà da ogni legame da ogni solidarietà".

"Le istituzioni pubbliche, compreso il Comune, – aggiunge – possono e debbono sostenere le persone aiutandole a rafforzare la propria capacità di costruire legami con gli altri in modo libero e aperto al bene comune".

"Questo è il mio punto di vista sulle cose e mi dispiace degli equivoci che si sono creati a seguito delle mie dichiarazioni dei giorni scorsi – prosegue il sindaco che conclude – in Italia manca il riconoscimento del diritto al matrimonio delle persone gay, lesbiche e transessuali: io sono per questo riconoscimento giuridico; insieme -dobbiamo ricercare gli strumenti migliori per sostenere le persone che come single, come conviventi, unioni di fatto o sposati, si pongono il tema del diritto a prendersi cura degli altri, riconoscendo le diverse assunzioni di responsabilità che le persone si assumono verso la società di cui fanno parte".

Non sembrano, invece, dispiacersi delle proprie posizioni alcuni rappresentanti del Pdl che in questi ultimi giorni hanno dato sfogo ad una delle peggiori sequele di dichiarazioni degli ultimi tempi.

Marika Poletti, rappresentante dei giovani del pdl in Trentino, ha scritto sulla sua pagina Facebook: "Nessuno, nessuno e ripeto nessuno ha mai invitato un frocio alle nostre manifestazioni". A denunciarlo è Enrico Oliari, presidente dell’associazione dei gay di centrodestra GayLib che si dice "allibito". Da lì, una lunga serie di frasi omofobe, di riferimenti all’omosessualità come malattia e via discorrendo.

Più grave, forse, la presa di posizione di una consigliera circoscrizionale di Prato, Alessia Cambi, anche lei del Pdl.

Ancora una volta, è facebook a fare da megafono alle impresentabili esternazioni della consigliera che scrive: "L’Aids si è diffuso soprattutto grazie a voi oltre che con le trasfusioni di sangue infetto. Voi che morale avete? No, perché si legge che i gay hanno un sacco di rapporti promiscui… l’Aids si è propagata soprattutto grazie a voi, per statistica sono più i gay ad avere una vita sessuale con più partner che invece a legarsi con un solo compagno". Affermazioni false, come dimostrano studi, ricerche e statistiche elaborate con metodi scientifici e non per sentito dire o per pregiudizio comune.

Le parole della Cambi, però, hanno destato uno scalpore tale che perfino il coordinatore pratese del Pdl, Riccardo Mazzoni, si è sentitoin obbligo di intervenire. "Qualsiasi posizione omofoba, ancorché espressa nell’ambito di un poco edificante scambio di insulti su Facebook, è assolutamente inaccettabile, così come è privo di ogni fondamento sostenere che l’Aids si è propagata nel mondo a causa dei gay – scrive Mazzoni -. Anche la consigliera Cambi è stata pesantemente offesa dai suoi interlocutori, ma questo non può certo giustificare le sue frasi apparse sul web. Il Pdl pratese, dunque, deplora con forza l’accaduto, nel pieno rispetto di ogni orientamento sessuale".

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