Messico: respinta l’incostituzionalità delle nozze gay

Un altro passo verso i diritti delle persone lgbt. La Corte Suprema messicana ha respinto il ricorso del governo federale contro la legge della Capitale che permette ai gay di sposarsi e adottare.

All’indomani della sentenza californiana contro la Proposition 8 e pochi giorni dopo l’entrata in vigore della legge sui matrimoni gay in Argentina, la Corte suprema del Messico ha confermato la costituzionalità delle nozze gay, legalizzate nel dicembre scorso dalla municipalità della capitale Mexico City. La sentenza è arrivata come respingimento di un ricorso del governo federale. A riferire la notizia sono state fonti interne al sistema giudiziario messicano. Ma il dibattito proseguirà lunedì, questa volta sul tema del diritto all’adozione, inserito nella decisione di dicembre della capitale, anticipando tutti i Paesi dell’America Latina.

La municipalità di sinistra a Città del Messico, diretta dal Marcelo Ebrard, è minoritaria sul piano nazionale, e la decisione di autorizzare le nozze gay e l’adozione da parte delle coppie omosessuali è criticata e contrastata da una buona parte degli Stati del Messico, paese fortemente cattolico, oltre che dalla chiesa locale. Dopo l’approvazione della legge che consente alle coppie omosesuali di sposarsi in Argentina, l’assessore al turismo di Città del Messico aveva pubblicamente offerto una luna di miele gratis nella Capitale o a Cancun alla prima coppia gay argentina che si sarebbe sposata.

Il governo federale, invece, diretto dal Partito d’azione nazionale, la formazione politica conservatrice del presidente messicano Felipe Calderon, si era espresso in merito alla possibilità concessa alle coppie omosessuali di adottare bambini a Città del Mesico, invocando il diritto fondamentale dei bambini, sottolineando che la vocazione del matrimonio, tra un uomo e una donna, è la procreazione. "La procreazione non è un elemento essenziale del matrimonio", ha affermato invece il giudice della corte Fernando Franco, dopo l’annuncio della decisione. La Corte aveva già respinto tre ricorsi presentati da cinque dei 31 Stati della Federazione messicana diretta dal Pan. Dal marzo scorso sono stati celebrati oltre 300 unioni tra persone dello stesso sesso.

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