Mettersi il profumo senza lavarsi non basta

Milano si è rifatta il look per la candidatura all’Expo del 2015. Ma via Sammartini, la gay street della capitale meneghina, è lasciata al solito degrado.

Allo stato attuale Milano non è degna di essere scelta per l’Expo Universale del 2015.

Non sono sufficienti fasci di luce, pavesare le strade di bandiere e ramazzare la parte antistante la Stazione Centrale.

Basta spostarsi di 100 metri, in via Sammartini, la prima gay street italiana, per rendersene conto. Qui la costruzione del parcheggio sotterraneo (i lavori sono partiti alcuni anni fa ma non si sa quando termineranno) e la ristrutturazione della Stazione e dei suoi ponti aggravano la situazione, sembra di essere in una via disatrata da qualche bombardamento della seconda guerra mondiale.

Il degrado è visibile, mi auguro che qualche ispettore dell’Expo durante il sopralluogo decida di cambiare percorso per rendersene conto.

Dove sono le forze dell’ordine? Dove è l’Amsa? Una casbah nel cuore della città!

Per quale motivo milioni di turisti dovrebbero venire a Milano? Mancano collegamenti rapidi ed economici  tra gli aeroporti e il centro; la metro non funziona la notte; per non parlare dei negozi tutti chiusi dopo le 20.00 di sera; la carenza di piste ciclabili; nessuna indicazione in lingua inglese sugli aubobus, negli uffici pubblici e dove dovrebbe essere necessario; i taxi sono insufficientii e praticano  tariffe esose; il costo degli hotel, dei ristoranti e dei servizi è superiore alla media europea. Non esistono uffici di attenzione ai  turisti; la mancata integrazione di alcune comunità straniere e la presenza di numerosi ‘clandestini’ rendono la città poco sicura soprattutto la notte.

La politica dell’amministrazione decisamente antigay ha prodotto  risultati negativi e non favorisce il turismo gay e gay friendly: il rifiuto del patrocinio al gay pride e alla rassegna del Cinema a tematica omosessuale e perfino  l’annullamento della mostra Vade Retro dimostrano il disinteresse dell’amministrazione alle nostre tematiche di libertà.

Milano per essere gettonata dai visitatori italiani e stranieri deve cambiare radicalmente politica. Vogliamo dare una mano ma il sindaco e la giunta l’ha sempre rifiutata. MI auguro  ci sia qualche ispettore gay o gay friendly che chieda chiarimenti anche su queste questioni, fondamentali per lo sviluppo democratico e per una convivenza civile in una metropoli che meriterebbe di più.

 

Felix Cossolo

fondatore gay street milanese via Sammartini e direttore Clubbing free gay magazine

di Felix Cossolo dalla redazione di Clubbing