MIGLIORABILE LA LEGGE SULLE UNIONI

di

Il Consiglio dei Ministri approva all'unanimità il ddl sulle Unioni. Non si chiamano PACS ma DICO (diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi). Una legge decisamente migliorabile.

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
848 0

di Roberto Taddeucci
ROMA – Giornata cruciale per il DDL sulle coppie di fatto che sta facendo penare la maggioranza di governo.
Il verticeQuesta mattina c’è stato un vertice presieduto da Romano Prodi a cui hanno partecipato anche i due vicepremier Massimo D’Alema e Francesco Rutelli e poi i ministri Barbara Pollastrini, Rosy Bindi,

Clemente Mastella e Giuliano Amato. Piero Fassino ha parlato di un andamento positivo dei ‘negoziati’, che come noto hanno dovuto sostenere il fuoco di sbarramento dei cattolici, scontenti su ogni possibile forma di accordo che potesse – a loro dire – danneggiare o sminuire la tanto decantata “famiglia italiana”, rigorosamente eterosessuale. «Occorre mettersi all’opera in queste ore – ha detto Fassino – per favorire una rapida soluzione positiva che ci consenta di approvare una legge che rappresenterebbe una novità positiva visto che – conclude il segretario dei Ds – fino a oggi chi ha vissuto in un regime di convivenza non ha avuto nessun diritto e nessun riconoscimento.»
Il Consiglio dei MinistriNel pomeriggio c’è stato un consiglio dei ministri specifico per il varo del DDL delle coppie di fatto al quale non ha partecipato Clemente Mastella. Verso le 18,30 è stato reso noto che il testo è stato approvato, denominato Disegno di legge recante diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi.
Le reazioni

Sul testo Vladimir Luxuria ha commentato a caldo: «Meglio avere il terreno senza casa, che non avere neanche il terreno edificabile». L’accordo sul testo, che pure dovrà passare da Camera e Senato, già non piace alla Lega Nord. Per il senatore Roberto Calderoli «Eccoli uscire allo scoperto, con qualche manipolazione ma di fatto con questi PACS, su cui nel centrosinistra avrebbero raggiunto l’accordo, stanno sancendo una specie di matrimonio di serie B e stanno passando dalle coppie alle coppiette di fatto e quindi ai ‘matrimonini’. Ci sarebbe solo da ridere se la cosa non fosse tragica, perché in questo modo stanno distruggendo la famiglia, perché questi pacs altro non sono il cavallo di Troia per consentire il matrimonio tra gay».
Per il ministro Barbara Pollastrini «Come tutte le leggi anche questa è migliorabile. Il Governo la consegna al Parlamento e c’è la massima disponibilità ad avere arricchimenti». Il Ministro per la Solidarietà sociale Paolo Ferrero, Rifondazione, avanza qualche perplessità sul ddl: «In particolare le modalità di registrazione e

un eccesso di anni per avere i diritti». Per quanto riguarda la reversibilità della pensione, Ferrero sottolinea come questo punto sia «previsto, anche se è rimandato».
Toni positivi dalla presidente del gruppo dell’Ulivo del Senato Anna Finocchiaro: «Ora possibile in Parlamento confronto sereno e approfondito. È un’ottima notizia, un altro segno evidente che il nostro è un governo serio che mantiene le promesse. Siamo riconoscenti all’ottimo lavoro svolto ai ministri Pollastrini e Bindi – sottolinea Finocchiaro – Il fatto che il governo abbia prodotto un testo meditato e sobrio, frutto di un serio lavoro e di un’intesa responsabile, capace di interpretare le diverse sensibilità presenti, è molto importante. Il primo passo è stato fatto, questo era quello che volevamo. Ora la discussione potrà cominciare in Parlamento, dove sarà possibile un confronto sereno e approfondito sul tema. Sono certa che arriveremo presto a una legge per riconoscere i diritti di coloro che convivono per libera scelta o perché non hanno accesso ad altre forme di unione, come avviene nel resto d’Europa».
L’onorevole Franco Grillini tende a riconoscere i punti di forza del ddl: «Il Consiglio dei ministri straordinario di oggi sulle unioni civili ha varato un testo che non è certamente il PaCS, di cui sono primo firmatario, ma contiene alcuni elementi di importante novità. Il primo elemento – prosegue Grillini – è che si riconoscono i diritti delle coppie dello stesso sesso, il secondo è che si riconoscono diritti pubblicistici sia pure attenuati. E il terzo è che la dichiarazione all’anagrafe sarà congiunta. Si tratta di un primo rilevante passo verso il riconoscimento dei diritti che almeno in 20 paesi europei sono norma vigente da tempo. A quanto si apprende il Governo intende iniziare l’iter al Senato dove la maggioranza del centro sinistra è risicata. La mia speranza – conclude l’esponente dell’Ulivo – è che il testo possa essere migliorato e che ai voti del centro-sinistra si aggiungano i voti dei laici di centrodestra».
Toni duri, invece, da Sergio Lo Giudice presidente nazionale di Arcigay: «Questa non è la legge che il movimento omosessuale italiano chiede da vent’anni. Nel paese del Vaticano l’uguaglianza della dignità e dei diritti per le coppie dello stesso sesso rimane una misura di civiltà ancora negata». E annuncia «Da domani saremo in piazza per spingere il Parlamento a cambiare profondamente questa proposta. Il 14 febbraio Arcigay manifesterà in tutte le città italiane, in preparazione della grande manifestazione nazionale sulle unioni civili, “Diritti Ora”, che si terrà a Roma in Piazza Farnese sabato 10 marzo. Chiediamo a chi crede che tutte le donne e gli uomini nascono liberi ed uguali in dignità e diritti di partecipare con noi a quella iniziativa per una legge sulle unioni civili che riconosca pienamente il valore sociale dell’amore, anche quello di lesbiche e gay».
Altrettanto dura l’Onorevole Titti de Simone (Rifondazione): «Un testo assai modesto rispetto al quadro europeo, e nel complesso insoddisfacente, insufficiente e inadeguato rispetto alle reali esigenze e aspettative delle persone che convivono, omosessuali e eterosessuali. Quel che è certo è che dovremo batterci per migliorarlo in Parlamento. Capisco lo sforzo che e’ stato fatto per determinare un avanzamento, ma restiamo ancora molto indietro rispetto al passo europeo dei diritti civili. Siamo decisamente al di sotto dei problemi veri».
di Daniele Nardini
Un’ora di dibattito e poi il voto favorevole all’unanimità. Appena licenziato dal Consiglio dei Ministri, il ddl Bindi-Pollastrini costituisce una base di partenza ma su alcuni punti delude. Vediamo le caratteristiche salienti della legge.
Continua in seconda pagina…^d
di Daniele Nardini
Un’ora di dibattito e poi il voto favorevole all’unanimità. Appena licenziato dal Consiglio dei Ministri, il ddl Bindi-Pollastrini costituisce una base di partenza ma su alcuni punti delude. Vediamo le caratteristiche salienti della legge.
La convivenza. La convivenza è provata dalle risultanze anagrafiche. La dichiarazione può avvenire contestualmente oppure il primo che la redige deve darne notizie all’altro mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento all’altro convivente.
La malattia. Il convivente può accedere per fini di visita e di assistenza nel caso di malattia o ricovero dell’altro convivente.
Rappresentanza legale: ciascun convivente può designare l’altro suo rappresentante: a) in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, al fine di concorrere alle decisioni in materia di salute, nei limiti previsti dalle disposizioni vigente; b) in caso di morte, per quanto riguarda la donazione degli organi, la modalità di trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.
Contratto di affitto. In caso di morte di uno dei conviventi che sia conduttore del contratto di locazione della comune abitazione, l’altro convivente può succedergli nel contratto, purché la convivenza perduri da almeno tre anni ovvero vi siano figli comuni. Una disposizione che si applica anche nel caso di cessazione della convivenza nei confronti del convivente che intenda subentrare nel rapporto di locazione.
Tutele sul lavoro. I contratti collettivi dovranno disciplinare i trasferimenti e le assegnazioni di sede dei conviventi dipendenti pubblici e privati al fine di agevolare il mantenimento della comune residenza, prevedendo tra i requisiti per l’accesso al beneficio una durata almeno triennale della convivenza. È prevista una partecipazione agli utili di un’impresa appartenente al convivente nella misura della sua partecipazione ad essa.
Case popolari. Parteciperanno all’assegnazione di alloggi di edilizia popolare o residenziale pubblica anche i conviventi registrati.
Omicidio. I condannati per omicidio consumato o tentato sul coniuge dell’altra o sulla persona con la quale l’altra conviveva non potranno godere dei benifici della legge. Sono escluse anche le persone legate da rapporti contrattuali, anche lavorativi, che comportino necessariamente l’abitare in comune. Ovviamente per una falsa dichiarazione di convenienza è prevista una pena: da uno a tre anni di carcere e una multa da 3 mila a 10 mila euro.
La prima Camera a votare il testo sarà quella dove la strada si prevede più in salita: il Senato.
Clicca qui per discutere della legge sulle Unioni Civili

Guarda una storia
d'amore Viennese.

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...