Migranti gay: come accoglierli? Arcigay propone una ricetta

Inizia domani a Bologna il primo seminario italiano sul tema dell’accoglienza delle persone lgbt che arrivano da altri paesi o che, figli di stranieri, devono affrontare anche la cultura d’origine.

Il fenomeno dell’immigrazione verso l’Italia di migliaia di persone dai paesi poveri o afflitti da guerre civili e regimi totalitari ha molte sfaccettature, ma finché non si pongono problemi di asilo politico difficilmente si parla di tematiche lgbt legate all’immigrazione. E partendo da questa consapevolezza Arcigay ha organizzato un seminario dedicato agli operatori  e alle operatrici dei serivizi publbici e privati dedicati ai cittadini stranieri.

Il seminario, il primo di questo genere in Italia, si svolgerà il 24 e il 25 ottobre a Bologna e si intitolerà ‘Immigrazione e Omosessualità’ e fa parte di un progetto più ampio finanziato dai ministeri del Lavoro, della Salute e delle Politice Sociali con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia e del Comune di Bologna.

"Anche se rispetto ad altri Paesi europei l’Italia è diventata meta di immigrazione solo di recente, il fenomeno migratorio ha raggiunto dimensioni ragguardevoli. Nelle comunità di immigrati, caratterizzate un tempo da una preminenza di maschi con un progetto migratorio a breve termine, vi sono ora famiglie composte da ragazzi e ragazze di seconda generazione, cioè nati in Italia – spiega Giorgio Dell’Amico, responsabile del progetto –. Tra essi vi sono sempre più persone omosessuali e transessuali, portatrici di bisogni specifici sia rispetto alle comunità etniche di riferimento, sia rispetto alla più ampia realtà lgbt italiana".

L’obiettivo che si pone il seminario è fornire stimoli per la progettazione ed erogazione di servizi e interventi efficaci anche per i migranti LGBT, verso i quali, tra le misure adottate per favorire l’integrazione degli stranieri, non si è finora prestata la giusta attenzione. "Vogliamo intervenire per implementare l’efficacia della relazione operatore-utente e aumentare l’incisività di questi servizi nell’ottica di una crescita dell’integrazione di molte persone, che altrimenti rischiano di essere escluse sia dalla comunità LGBT italiana che dalla loro comunità nazionale di origine" dichiara Salvatore Simioli, responsabile multiculturalità Arcigay.

"Per Arcigay è necessario fornire occasioni di formazione come questo seminario, in modo da scambiare esperienze e buone pratiche tra associazioni e reti di persone che lavorano alla creazione di una società più inclusiva – conclude Riccardo Gottardi, segretario nazionale Arcigay –. Solo attraverso il confronto e la valorizzazione di tutte le differenze si possono ottenere risultati concreti per creare le basi di una nuova Italia multiculturale e nella quale tutte le identità sessuali possano esprimersi".

Il seminario avrà inizio alle 14 di domani, venerdì 24 ottobre, e si svolgerà presso la sala conferenze del Settore Istruzione e Politiche delle differenze di Via Cà Selvatica, 7, a Bologna, appunto. Il momento successivo sarà un secondo workshop dedicato agli operatori e alle operatrici LGBT che si terrà a metà dicembre a Napoli.

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