Milano: è morto Maurizio Oldani, assalito domenica

È morto il commercialista milanese, dirigente locale della Margherita, rinvenuto domenica mattina con gravissime lesioni alla testa. Non si esclude la pista del delitto di odio omofobico.

MILANO – Maurizio Oldani non ce l’ha fatta ed è deceduto ieri senza mai aver ripreso conoscenza in ospedale, dove era stato ricoverato dopo essere stato rinvenuto in gravissime condizioni domenica mattina. Il commercialista 47enne, nella foto, coordinatore locale della Margherita a Milano e presidente provinciale dell’Associazione partigiani cattolici, era stato attaccato con grande violenza durante nella notte. Le indagini sono ancora in corso ma hanno escluso sin dall’inizio il movente della rapina, visto che gli sono stati ritrovati addosso circa 100 Euro in contanti, nascosti in un calzino insieme a un documento e alla tessera dell’Arcigay. Vicino a Oldani è stato anche rinvenuto uno zainetto, che sembra non gli appartenesse, contenente un asciugamano e un paio di ciabatte per sauna. Anche il movente politico appare estremamente improbabile. I dirigenti del suo partito e coloro che lo conoscevano ne parlano come di una persona estremamente gentile e cordiale. Il consiglio comunale ha osservato questa mattina in sua memoria un minuto di silenzio.

Visti i recenti atti intimidatori e violenti verificatesi a Milano l’Arcigay cittadina, in una nota, sottolinea che questo omicidio "ripropone con drammaticità il tema della condizione di estrema insicurezza in cui vivono le persone omosessuali non visibili e il preoccupante clima di omofobia che si è instaurato in questo Paese. Allo stato attuale non si conoscono sia la dinamica dei fatti, sia i colpevoli dell’efferato delitto ma si può rilevare come, allo stesso modo con cui sono avvenuti diversi altri omicidi, si ritrovino anche in questa drammatica vicenda elementi di oggettiva fragilità e forte esposizione ai pericoli da parte della vittima". L’Arcigay lancia quindi un invito "alle forze politiche e sociali milanesi e nazionali a riflettere in modo approfondito sulle cause culturali che hanno prodotto questo delitto". Il persistere di uno "stigma sociale" e il crescente "clima d’odio e di discriminazione nei confronti delle persone lgbt", conclude la nota, "porta molte e molti ad occultare il proprio orientamento sessuale quindi a vivere in una condizione di clandestinità che li espone ad enormi rischi per la propria incolumità". (RT)