Milano, lunedì 1° ottobre presidio contro l’omofobia dopo l’ennesima aggressione

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Tutti in Porta Romana a sostegno di Samuele Vegna, 21enne brutalmente picchiato perché omosessuale. Lunedì 1° ottobre, ore 18:30.

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“Io vedo, io sento, io parlo”. Questo il nome dato al presidio lanciato da PD Milano Metropolitana e Giovani Democratici che si terrà lunedì 1° ottobre alle 18:30 in Porta Romana, per condannare la violenta aggressione omofoba del ventunenne Samuele Vegna.

Il giovane, come denunciato pochi giorni fa sui social, dovrà portare una placca in titanio per tutta la vita a causa di una frattura scomposta della mascella.

Una violenza inaudita, un episodio gravissimo, che non si può minimizzare – ha affermato Michele Albiani, responsabile Diritti del PD Milano Metropolitana -. Chiamiamo le cose con il loro nome: questo è un attacco omofobo, frutto di un clima di odio e violenza, aizzato nel nostro Paese proprio da chi ha giurato, mentendo, di difendere i diritti di tutti. Noi non fingiamo di non vedere e sentire. Dobbiamo difendere il coraggio di Samuele, che ha trovato la forza di denunciare i suoi aggressori. Per lui – conclude Albiani – e per tutte le persone che sono vittime di odio insensato e violenza saremo in piazza lunedì“.

Al presidio di lunedì attaccheremo del nastro arcobaleno alla fermata del tram, dove è iniziata l’aggressione a Samuele. Vogliamo lasciare un segno, perché questa orribile violenza non venga dimenticata e affinché chi ha visto si convinca del dovere di testimoniare” – spiega Davide Skenderi, segretario metropolitano dei Giovani Democratici di Milano.

Il ventunenne Samuele Vegna, che è stato brutalmente picchiato a pochi metri dalla fermata del tram di Porta Romana lunedì 17 settembre, sarà presente al presidio. Al termine di un’estate mostruosa, dal punto di vista degli attacchi nei confronti della comunità LGBT, è purtroppo diventato necessario scendere in piazza, metterci la faccia e gridare ‘presente’ a quelle istituzioni che sbandierano disinteresse, alimentando odio e discriminazione attraverso Ministri della Repubblica incautamente (e quasi orgogliosamente) omofobi.

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