Milano Pride, la Regione nega il patrocinio: la responsabilità è della Lega

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Determinante l’astensione del leghista Fabrizio Cecchetti.

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Niente patrocinio del Consiglio lombardo al «Gay Pride», che si terrà, a Milano, il prossimo 24 giugno.

Lo ha stabilito l’Ufficio di presidenza, lunedì pomeriggio, con due voti a favore (quelli del consigliere Casalino, M5S, e della vicepresidente Valmaggi, del Pd), due voti contrari (del presidente Cattaneo e della consigliera Maroni della Lista Maroni) e un astenuto, il vicepresidente del parlamentino lombardo Fabrizio Cecchetti (Lega Nord) che, lo scorso anno, quando il patrocinio fu invece concesso, fu l’ago della bilancia tra favorevoli e contrari (e che non mancò di suscitare polemiche all’interno del suo partito). Non essendoci una maggioranza, il patrocinio è stato respinto.

La svolta estremista della Lega porta con sé il no al patrocinio al Milano Pride ha commentato la vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia Sara Valmaggi il rifiuto da parte dell’Ufficio di presidenza della concessione del patrocinio al Milano Pride.

La consigliera regionale di Sel Chiara Cremonesi parla invece di un “effetto Salvini”: “Il patrocinio del Consiglio regionale alla manifestazione milanese del Gay Pride aveva rappresentato negli ultimi due anni un’eccezione positiva. Ma ora è arrivata la nuova linea leghista a normalizzare la situazione: è l’effetto Salvini. E la Lombardia continua a restare lontana anni luce dall’Europa“.

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