Milano, rifiutato il riconoscimento delle figlie a due papà gay

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Le due gemelline neonate risultano senza genitori in Italia.

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Un secco rifiuto, quello del Comune di Milano, alla richieste di due padri di vedersi riconoscere come genitori delle loro due bambine.

Le due gemelline neonate, in Italia, non hanno dei genitori. Il no del Comune a riconoscere i due padri ha posto le piccole in un limbo fatto di burocrazia e mancanza di leggi. Per la quale in Italia non è ancora stata trovata una soluzione. I due papàhanno avuto le gemelline negli Stati Uniti tramite la gestazione per altri (GPA). E, stando ai passaporti, i due uomini vengono riconosciuti come genitori. Ma non in Italia, dove per essere indicati come genitori occorre obbligatoriamente la registrazione da parte del comune. 

Le gemelline ora non possono accedere all’assistenza sanitaria e iscriversi agli asili nido, mentre i due uomini si domandando perché a giugno il sindaco milanese Beppe Sala aveva invece riconosciuto ufficialmente due madri lesbiche con un bambino. “Quando abbiamo fatto richiesta al Comune eravamo fiduciosi che la nostra famiglia sarebbe stata riconosciuta. Vista la presa di posizione pubblica del sindaco e i precedenti che riguardavano altre coppie, anche di uomini“, ha spiegato uno dei due. Ora sono assistiti da Rete Lenford, lo studio legale che da anni si batte per i diritti delle coppie gay. 

Famiglia gay di serie B se formata da due padri

La situazione, per come è stata posta, sembra che veda una famiglia formata da due padri come una coppia di serie B, mentre è tutto ok se si tratta di due donne. La coppia ricorda che a giugno Sala aveva registrato il bambino di una coppia lesbica ottenuto tramite fecondazione eterologa. In questo nuovo caso, invece, occorreva semplicemente trascrivere un atto di nascita già redatto all’estero. Un procedimento molto più semplice.

Il rifiuto, firmato dal sindaco, spiega che non ci sono indicazioni da parte del Ministero degli Interni riguardo la trascrizione di un certificato di nascita con genitori omosessuali, e per questo motivo non è stato possibile procedere. Ma in passato a Milano, ma anche in altre città come Torino, Bologna, Palermo, Firenze, Catania, Napoli e Mel (Belluno) il riconoscimento era avvenuto senza problemi. Non ci si spiega dunque questo rifiuto. Se il comune non dovesse accettare la trascrizione dell’atto, la coppia procederà per vie legali. 

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