A Milano venerdì le prime unioni civili, a Roma tutto tace

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Sarà Beppe Sala a inaugurare questa nuova stagione del diritto di famiglia. Mentre a Roma, nemmeno un Raggio di sole.

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In una settimana abbiamo avuto un tourbillon di notizie positive: dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ponte (LEGGI >) alla pubblicazione del formulario da parte del Ministero dell’Interno (LEGGI >): ormai è davvero tutto pronto per celebrare le prime unioni civili.

Tantissimi i comuni a muoversi in anticipo: tra questi, Bologna, Rimini, Palermo, ma anche paesi minori (basti pensare a Castel San Pietro Terme, dove l’unione tra Elena e Deborah è stata celebrata simbolicamente quando non era ancora stata pubblicato il provvedimento in gazzetta). Non poteva mancare Milano, da anni in primissima linea per la tutela dei nostri diritti: da Palazzo Marino fanno sapere che entro venerdì prossimo verranno celebrate le prime unioni, l’ultimo step è quello dell’aggiornamento dei database dei sistemi informatici all’Anagrafe in via Larga: va aggiunto il registro provvisorio che, lo ricordiamo, ogni Comune deve adottare entro 5 giorni dall’entrata in vigore del decreto (entro quindi il 2 agosto).

Le prenotazioni sono tantissime, ben 234: da ormai 10 giorni è infatti attivo il numero preposto dell’associazione “Casa dei Diritti“, che ha accolto le chiamate in anticipo rispetto alla pubblicazione del decreto ponte per velocizzare le procedure. Ora resta solo da capire dove e come verranno celebrate le primissime unioni e chi sceglierà di inaugurare il registro: Majorino assicura che le sale saranno le stesse dei matrimoni eterosessuali e che Beppe Sala, sindaco, inaugurerà personalmente questa nuova stagione del diritto di famiglia italiano indossando la fascia tricolore (la legge non chiarisce se l’ufficiale di stato civile debba indossarla obbligatoriamente o meno). Probabilmente la primissima unione ad essere trascritta sarà quella di Margherita, ex maestra malata terminale che nei giorni scorsi è stata unita civilmente alla sua compagna in extremis (LEGGI >) grazie ad un atto di profonda empatia del Comune; poi forse sarà la volta di Stefano e Noel, la coppia italo-giamaicana alla quale il Comune non ha richiesto il nullaosta dello Stato di appartenenza (LEGGI >), come da parere del Consiglio di Stato? Staremo a vedere. Fatto sta che Milano si conferma come una delle città più inclusive d’Italia.

Sempre sul versante delle grandi città, non si può dire lo stesso di Roma: al Campidoglio tutto tace sulle unioni civili. Dopo la defaillance della pubblicazione sul sito ufficiale di una fantomatica lista come per i matrimoni eterosessuali che, come chiarisce Monica Cirinnà, non è in alcun modo prevista dalla legge, non è stata registrata da parte degli organi competenti alcun tipo di dichiarazione. Se la vicina Fiumicino ha già avviato le procedure di prenotazione e vede già dieci coppie prenotate (come dichiarato dal sindaco Esterino Montino), nessun arcobaleno per i cittadini romani, che sono stanchi di aspettare.

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