Militari: a West Point premiata tesi di laurea pro-gay

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Alla più prestigiosa accademia militare degli Stati Uniti una tesi di laurea critica verso la bigotta politica sui soldati gay ha vinto un premio accademico e avuto un...

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WEST POINT, N.Y. – Sarà andato giù con qualche imbarazzo il premio che il tenente colonnello Alexander Raggio ha vinto con la tesi di laurea con la quale si è laureato all’accademia militare di West Point, la più prestigiosa degli Stati Uniti. Una tesi nella quale critica apertamente la risibile e bigotta linea di comportamento messa in atto dalle forze armate degli Stati Uniti sugli omosessuali, nota come “Don’t ask, don’t tell”, secondo la quale gay e lesbiche che osano rivelare il loro orientamento sessuale vengono messi alla porta, neanche si fossero macchiati di chissà quale crimine. Il tenente Raggio (che è eterosessuale) ha scritto uno studio intitolato “Don’t Ask, Don’t Tell, Don’t Be: A Philosophical Analysis of the Gay Ban in the U.S. Military” nel quale analizza tale politica e sostiene che andrebbe cambiata in quanto del tutto disconnessa da quelli che sono i valori sia del mondo militare sia della nazione, aggiungendo che non fa altro che aumentare la distanza tra civili e militari, cosa che va a discapito di entrambe le parti.
Nella tesi si legge che “L’esercito deve riflettere i principi fondamentali della nazione che serve, tranne quando nel farlo può mettere a rischio l’esercito o la nazione stessa.” Forzando i gay e le lesbiche a nascondere il modo in cui sono li cataloga come “individui di seconda classe” e “potrebbe mettere in discussione la legittimità delle forze armate” in un’epoca di crescente rispetto e accettazione dei diritti delle minoranze sessuali. La dottoressa Kathleen Campbell, professoressa a West Point sugli Studi di Leadership e Management, considera il premio alla tesi «un segno che certi atteggiamenti sui gay stanno cambiando anche tra i militari» e il professor Richard Schoonhoven, professore di filosofia nella stessa accademia militare, sostiene che il premio è stato vinto a prescindere dal tema che trattava, per la qualità dell’approccio filosofico e per i buoni argomenti presentati, senza lasciarsi spaventare dalle possibili controversie. Lo stesso Raggio inizialmente era stato un po’ del preoccupato delle potenziali ripercussioni negative che la tesi avrebbe potuto avere sulla sua carriera militare, ma infine ha detto di essersi sentito obbligato a esporre chiaramente quello che era il suo pensiero. Al Congresso, a Washington, un senatore di lunga esperienza come Marty Meehan del Massachusetts ha diffuso una lettera nella quale raccomanda un’onorificenza per l’autore della tesi, per aver preso una posizione coraggiosa su un argomento così controverso.
(Roberto Taddeucci)

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